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Violenza su donne. In aumento abusi e stalking. Il telefono Rosa lancia l’allarme

ROMA – Aumenta vertiginosamente il fenomeno della violenza sulle donne così come aumentano i casi di stalking.

A lanciare l’allarme è il Telefono Rosa, l’associazione di volontarie che dal 1988 opera a fianco di tutte le donne vittime di ogni tipo di violenza e che questa mattina a Roma ha presentato l’annuale ricerca “Le voci segrete della violenza”. Un testo che l’associazione realizza con i dati del proprio osservatorio: sono 1.749 le donne che  nel 2010 si sono rivolte a Telefono Rosa. Impiegate, casalinghe, libere professioniste, disoccupate, di diversa nazionalità, ma per la maggior parte italiane (1.469 casi), coniugate con cittadino italiano (86%). Su 1.749 donne il 76% sono madri, il 65% hanno figli minori, che, direttamente o indirettamente, diventano vittime  silenziose e impotenti  della violenza intra-familiare. Confrontando i dati con i risultati della ricerca del 2009 emerge che la  denuncia  al  Telefono Rosa  di donne che subiscono violenza fisica è aumentata dal 23% al 40%, psicologica dal 31% al 38% e minacce dal 13% al 19%. La violenza economica cresce dall’8% al 10% e la mancanza di sostegno/alimenti sale dal 5% all’8%. er quanto riguarda la durata, nel tempo, le donne subiscono violenza senza reagire, per un periodo da 1 a 5 anni nel 37% dei casi, da 5 a 10 anni nel 16% e da 10 a 20 anni ed oltre nel 13%. Tale dato, evidenzia l’Associazione, conferma il progressivo, insidioso e profondo instaurarsi di conseguenze sicopatologiche nella donna sottoposta a traumatizzazione perpetrata nel tempo. Maltrattamenti severi, prolungati e ripetuti di natura interpersonale, da parte dei partner, hanno la capacità di produrre, nella donna, una vasta gamma di esiti psicopatologici che impattano profondamente sul suo senso di identità e sulla sua visione del mondo.

La violenza insorge, nel 36% dei casi durante il matrimonio, nel 13% nella convivenza, nel 3% durante la gravidanza, nel 6% alla nascita dei figli e continua ripetutamente nel tempo, nel 14% dei casi, anche dopo la separazione/convivenza prefigurando l’ipotesi del reato di stalking. La richiesta di aiuto per il reato di stalking, infatti, è aumentata, rispetto ai dati del 2009, passando dal 6% al 9%. Si evidenzia, in particolare, un incremento dal 7% all’11% dell’insorgenza della violenza dopo la separazione a testimonianza dell’inaccettabilità da parte del partner di perdere il possesso della vittima e di essere lasciato.

Nel 2010, denuncia ancora Telefono Rosa, il 66% dei reati  denunciati  dalle donne rientrano nella casistica dello stalking suddivisi in: minacce (51%), insulti (31%), appostamenti (17%), pedinamenti (17%), telefonate continue (26%), sms (21%)1. Le donne arrivano in Associazione disperate e terrorizzate dalle continue persecuzioni,perpetrate spesso non solo nei loro confronti, ma anche verso chi è loro più vicino come genitori, fratelli o sorelle, amici. Questi atti persecutori, per la loro caratteristica di ripetitività e continuità, generano nella vittima uno stato di ansia, paura e timore per l’incolumità propria e delle persone a lei care e la costringono, soprattutto, ad alterare lesue abitudini e scelte di vita. Nonostante lo stato di paura, di allerta continua, di emergenza e di stress psicologico, il comportamento messo in atto dallo stalker, rientrando, in alcuni casi, in condotte cosiddette «neutre» (come aspettare fuori casa o lavoro senza mai direttamente interagire con la donna) o addirittura apparentemente «gradevoli» (come spedire continuamente mazzi di fiori o biglietti, lettere o sms, etc.), confonde e disorienta la donna nel riconoscerlo come reato. Promuovere campagne d’informazione, in particolare sulle forme di reato messe in atto e sulla diffusione del fenomeno dello stalking, sottolinea la presidente dell’associazione, Gabriella Moscatelli,diventa indispensabile al fine di aiutare le donne a riconoscere la violenza e il danno riportato sviluppando la consapevolezza di essere vittime.

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