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Julian Assange spiato dalle telecamere

ROMA – Il fondatore del sito di controinformazione Wikileaks, Julian Assange, sarebbe controllato da tre telecamere installate dalle autorità britanniche ai tre ingressi della villa nel Norfolk, nell’est dell’Inghilterra, dove sta scontando gli arresti domiciliari da sei mesi, in seguito alle accuse di violenza sessuale, detenzione, che dureranno fino al 14 dicembre di quest’anno.

È quanto denunciano i suoi sostenitori attraverso un video, intitolato ‘House Arrest’ (Arresti domiciliari), reso pubblico in questi giorni attraverso il Daily Telegraph, e pubblicato anche sul sito Sweden vs. Assange; per Sarah Harrison, attivista di Wikileaks, il video mostra le telecamere installate davanti ai tre ingressi della villa, e servono a controllare chi entra e chi esce dall’abitazione, la villa di Vaughan Smith, il fondatore del Frontline Club di Londra, che ha accettato di ospitare Assange in attesa di decisione sull’estradizione in Svezia.
Secondo Vaughan Smith, il proprietario della villa, i dispositivi sarebbero anche in grado di fotografare le targhe delle automobili.
Il video, della durata di cinque minuti, viene presentato come una sorta di diario dei sei mesi della permanenza forzata di Assange nel Norfolk e mostra, tra l’altro, i momenti nei quali il personale di sicurezza installa un rilevatore elettronico alla caviglia del fondatore di Wikileaks, che viene ripreso anche mentre si reca alla stazione di polizia per l’obbligo di firma.
Il fondatore di Wikileaks è costantemente controllato da agenti tanto che i suoi collaboratori dicono di vederlo come un animale in gabbia.
“Le condizioni della sua detenzione sono eccessive e disumane” dice uno stretto collaboratore di Assange.
Intanto Assange, non ha abbandonato il web: su Ebay infatti, il fondatore di Wikileaks ha messo all’asta un pranzo con il filosofo sloveno Slavoj Žižek.  L’idea poi è quella di utilizzare questi soldi per sostenere le spese legali e per mantenere WikiLeaks.
Secondo quanto riportato dal “Telegraph”, Daniel Hamilton, uno dei responsabili della campagna per le libertà civili dell’associazione ‘Big Brother Watch’, ritiene che le telecamere dovrebbero essere rimosse.
“Al di là delle accuse che gli sono state rivolte, Assange non è formalmente incriminato per alcun reato” lamenta Hamilton, per il quale le telecamere rappresentano una “offensiva violazione della privacy”.
Ricordiamo che secondo l’accusa, Assange, è reo di aver avuto rapporti sessuali non protetti e di aver successivamente rifiutato di sottoporsi ad un controllo medico sulle malattie sessualmente trasmissibili, che in Svezia è considerato un reato.
Inoltre si ricordi che l’accusa si basa esclusivamente sulla parola di due sue ex-amanti, una delle quali autrice di un manuale on-line intitolato “guida alla vendetta contro il partner”: le due donne avevano sporto denuncia dopo che ciascuna di esse aveva appreso dall’altra di aver fatto sesso con lui.

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