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Caso Claps. Danilo Restivo ammette: “Ero attratto da Elisa”

WINCHESTER  – Danilo Restivo, , il 39enne potentino accusato di aver ucciso Elisa Claps a Potenza nel 1993, ha deposto davanti alla giuria nell’aula 2 del tribunale di Winchester. In Inghilterra Restivo è accusato di aver ammazzato la sua vicina di casa di casa Heather Barnett, il 12 novembre del 2002 nel bagno della sua abitazione.

La sua testimonianza,quando i giudici gli chiedono di Elisa Claps, torna a calcare la versione di quella precedente rilasciata in Italia.
“Ho conosciuto Elisa nel luglio del 1993 attraverso il fratello Luciano Claps. Ero attratto da lei”. ha detto Restivo . “A quel tempo – ha aggiunto  – non ero un ragazzo serio. Dicevo che mi ero innamorato per poter uscire con loro. Dopo poco che sono uscito con lei mi sono dichiarato. E lei mi ha rifiutato perchè aveva una relazione con un ragazzo di Palermo. Non ho avuto altri rapporti con lei se non di amicizia. Ci rimasi male, ma bisogna ricordare che era la sorella di un amico, Luciano, quindi non volevo causare nessun problema”.

Danilo Restivo, rispondendo alle domande del suo avvocato, ha confermato la sua posizione rispetto al caso Claps. “Avevo un appuntamento con Elisa Claps quella domenica. Lo fissai per telefono il giorno prima, tra le 18.00/19.00. Era sabato. Non specificai con lei quel era il motivo, volevo solo parlare con Elisa per sapere di Paola Santarsiere, dalla quale ero stato rofiutato e non sapevo se era una buona idea o no mandare dei fiori. Ed Elisa era una buona amica di Paola”.

“Una ragazza che ti ha rifiutato era davvero la persona giusta come consigliere?”, gli chiede l’avvocato. “Eravamo rimasti amici”. A che ora avevate appuntamento? “Alle 11.30, davanti alla Chiesa della Trinità, all’entrata di sinistra”. Siete rimasti fuori dalla chiesa? «No. Elisa mi ha invitato a entrare. Non ha specificato subito il perchè. Volevamo parlare ma c’era gente che stava pregando, e non volevo disturbare, quindi siamo andati dietro l’altare, nel presbiterio”. C’erano altre persone lì?, incalza l’avvocato. “No. Lì abbiamo parlato per 10 minuti di Paola Santarsiere. Elisa mi disse di lasciarla perdere, dal punto di vista di relazione sentimentale, ma di restare amici”. Qual era l’umore di Elisa? «Era preoccupata. A un certo punto mi disse che era stata molestata da un ragazzo fuori dalla chiesa, ma non mi disse di più “.

Poi Restivo confessa anche il suo rituale inquietante, quello del taglio dei capelli praticato a molte ragazze.
“La prima volta che ho tagliato dei capelli è stato quando avevo 15-16 anni, al primo anno di scientifico. Ho iniziato come scommessa, tra compagni di classe: per entrare in una cerchia di amici. Poi ho continuato. Le prime tre volte – ha detto sempre Restivo – è stato per scommessa. Poi ha iniziato a piacermi. Ma l’ho fatto senza voler fare male a nessuno, senza avere un problema con una o l’altra ragazza. Mi piaceva toccare e odorare i capelli, ma non riuscivo a odorare nessuno profumo perchè avevo un problema al naso”.

Restivo ha aggiunto un altro particolare della sua detenzione a Potenza: “Quando venni arrestato, a un anno dalla scomparsa di Elisa, sembrava più una scusa per non aver trovato un colpevole. Mi avvalsi della facoltà di non rispondere. Per questo mi misero 37 giorni in isolamento, dove venni abusato fisicamente e psicologicamente”.

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