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P4. Dai verbali spuntano nomi eccellenti. Bisignani l’amico di tutti

ROMA – Continua l’indagine sulla vicenda della cosiddetta P4. Oggi Luigi Bisignani al centro di un’inchiesta condotta dai pm della Procura di Napoli Francesco Curcio e Henry John Woodcock su un presunto giro di informazioni riservate usate per condizionare l’attività delle istituzioni , è stato ascoltato dal gip Giordano.

Nei verbali diffusi dalle agenzie spuntano anche i nomi del ministro Prestigiacomo, di Alemanno e di D’Alema. Luigi Bisignani avrebbe confidato alla Prestigiacomo la sua paura di essere intercettato e la Prestigiacomo avrebbe detto: “Se escono le intercettazioni con me, mi rovini”. Sempre secondo le indiscrezioni, nell’inchiesta è stato interrogato anche D’Alema su un incontro con il generale Santini. D’Alema ha detto di conoscere Bisignani da 35 anni ma di aver avuto rarissime occasioni di parlare con lui. Nelle indagini anche il sindaco di Roma che secondo i magistrati sarebbe stato influenzato da Bisignani.

Il sottosegretario Gianni Letta avrebbe detto ai pm che Bisignani “è un amico di tutti, è un uomo di relazioni”.”Con lui intrattengo rapporti di amicizia che io gestisco in modo istituzionale”. Lo ha riferito l’agenzia Ansa che ha diffuso stralci dei verbali contenuti nella richiesta di misura cautelare nei confronti di Luigi Bisignani. Secondo queste indiscrezioni, Letta avrebbe affermato: “Non escludo che Bisignani mi abbia potuto dire che era oggetto di attenzioni da parte dell’ autorità giudiziaria. Sicuramente non mi ha detto che era intercettato. Posso aver detto di non parlare troppo al telefono.Visto che lui è facondo”.

Intanto secondo indiscrezioni  sui verbali dell’ordinanza, l’ex Dg Rai Mauro Masi avrebbe spiegato ai Pm quali fossero i rapporti con Bisignani. “Mi sono rivolto a lui per sondare il clima politico e l’aria del Cda della Rai”. “Per dirla più chiaramente, da Bisignani io avevo un’idea delle reali opinioni di Letta, con il quale io ho un rapporto formale e che invece Bisignani conosce bene”. “Non escludo – si legge negli atti – di avere chiesto a Bisignani il parere di Letta sul licenziamento di Santoro”. “Io ho fatto come sempre di testa mia, perché lui mi aveva offeso e secondo me andava licenziato.Il governo non mi ha dato segnali”.

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