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P4. L’autorizzazione a procedere per Alfonso Papa slitta al 29 giugno

ROMA – La giunta per le autorizzazioni della Camera ha deciso di rinviare l’esame del caso Papa coinvolto nell’inchiesta P4 legata al faccendiere Luigi Bisignani. 

Alla fine è stata approvata con i voti della maggioranza la richiesta del relatore Paolo Sisto (Pdl) di uno spostamento della seduta per poter acquisire agli atti anche la richiesta dei Pm con la quale si chiede l’arresto del deputato del Pdl Alfonso Papa. Un altro deputato del Pdl, Maurizio Paniz, si era detto, invece, favorevole all’inizio dell’esame della richiesta all’arresto trasmessa dal Gip di Napoli. Secondo lui, negli atti che erano arrivati «era già chiara l’esistenza del fumus persecutionis». Il centrodestra, però, dopo un lungo dibattito che ha visto le opposizioni contrarie alla richiesta di un rinvio, ha votato a favore dell’istanza presentata dal relatore Francesco Paolo Sisto. L’assenza del parlamentare finiano Giuseppe Consolo, ha favorito il centrodestra che è così riuscito a far passare il rinvio voluto dal relatore con un voto di scarto.
Intanto l’evolversi dell’inchiesta porta alla luce nuovi retroscena. “Siamo in una palude, anche maleodorante -, ha commentato il leader del Pd, Pier Luigi Bersani  –  All’ombra dell’imperatore c’è spazio per logge e loggette, cricche e cricchette, cordate e cordatine – dice il segretario dei democratici che chiede . un pò di aria fresca. Se non arriva una ventata di aria fresca, il paese fatica a trovare le energie morali e civiche per una riscossa. Bisogna che parta assolutamente e con urgenza una fase nuova”.

Dello stesso parere Nichi Vendola: “Il fango che sta tracimando dall’esplosione del caso Bisignani non è soltanto l’impietosa radiografia della spregiudicatezza del centrodestra. Non è solo un campionario delle volgarità del ceto berlusconiano. Ma è anche uno spaccato verminoso delle classi dirigenti italiane” tuona il presidente di Sinistra Ecologia Libertà, nel commentare gli sviluppi dell’inchiesta sulla cosidetta P4. “Il centrosinistra deve essere capace di operare una riflessione profonda sulla struttura, la cultura, la natura del potere in Italia. Di quello che Pier Paolo Pasolini chiamava con una delle sue folgoranti metafore il Palazzo. Non c’è alternativa credibile -conclude Vendola- che non passi dalla più radicale bonifica di questo articolato, complesso e pestilenziale complesso di potere, che è capace nel suo esperto metabolismo di divorare ed inghiottire chiunque”.

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