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Operai Lucchini protestano davanti sede Mediobanca. Landini: “Chiediamo sia sostenuto il finanziamento”

MILANO – Manifestazione oggi davanti alla sede di Mediobanca, in concomitanza alla riunione del Cda della banca, dei rappresentanti sindacali e di una settantina di operai della Lucchini Severstahl di Piombino per chiedere all’istituto di Piazzetta Cuccia di aderire alla rinegoziazione del debito bancario.

Sul posto, oltre agli esponenti locali di Fiom, Fim e Uilm, è arrivato anche il segretario generale della Fiom Maurizio Landini. Presente anche il sindaco di Piombino, Gianni Anselmi, e il consigliere della Regione Toscana Matteo Tortolini. “Chiediamo che Mediobanca decida di sostenere il finanziamento a Lucchini – ha detto Landini -. È la condizione per continuare a ragionare su logiche di sviluppo industriale, altrimenti per ragioni finanziarie si rischia di far saltare un sistema industriale”. In via Filodrammatici è venuto anche il sindaco di Piombino, Gianni Anselmi, del Pd  «Abbiamo il 52 per cento», ha detto,  con tanto di fascia tricolore. «Compostamente – dice – ci siamo permessi di portare una vicenda di lavoro nel salotto della finanza italiana. Non ci sfugge il ruolo fondamentale che ha la finanza per le grandi imprese, ma non può prescindere dagli interessi del lavoro e della produzione. Bisogna evitare lo sfilacciamento tra la finanza e il lavoro, la vita delle persone». «Stiamo parlando di 3-4mila persone, compreso l’indotto – prosegue Anselmi – chiediamo che le banche abbiano un ruolo in questa fase di transizione» che dovrebbe condurre il gruppo verso «una nuova condizione industriale, anche all’interno di un nuovo gruppo». Per ora, spiega il sindaco, gli stipendi vengono pagati regolarmente, ma «alcune aziende dell’indotto sono fuori per milioni di euro. Se non si fa l’accordo l’azienda dovrà affrontare una situazione di estrema difficoltà dal punto di vista della liquidità». Alla delegazione è stato promesso un incontro in Mediobanca, cui dovrebbe partecipare il consigliere Massimo Di Carlo, vicedirettore generale.

Fausto Fagioli (Fim), Luciano Gabrielli (Fiom) e Fabrizio Toninelli (Uilm) hanno sottolineato che l’accordo per la rinegoziazione del debito Lucchini Severstahl, su dieci banche creditrici, non vede al momento l’accordo solo di Mediobanca e Natixis, che avrebbero solo una parte minore dei 770 milioni di debito del gruppo, acquistato dal miliardario russo Alexei Mordashov nel 2005. «Mediobanca – sostengono – ha solo 20 milioni del debito Lucchini, per la ristrutturazione del debito partecipa per 3,5 milioni». «Lunedì – è l’allarme che lanciano i tre esponenti Fiom, Fim e Cisl – l’amministratore delegato di Lucchini Severstahl Marcello Calcagni, se non ci sarà un accordo con le banche, potrebbe decidere della richiesta di amministrazione straordinaria». Un incontro tra le banche e il ministero dello Sviluppo dovrebbe essere in agenda per il 28 giugno, ricordano poi. La scadenza originaria del debito Lucchini era fissata oggi, ma in ogni modo un accordo sul salvataggio deve venir raggiunto entro fine mese. Il gruppo ha 3.200 dipendenti in tutta Italia, 2.140 dei quali nell’impianto di Piombino. «Compostamente ci siamo permessi – dice il sindaco di Piombino Anselmi (Ds) – di portare una vicenda di lavoro nel salotto della finanza italiana. C’è distanza del ruolo finanziario nelle vicende produttive industriali di questo Paese – aggiunge -. A noi non sfugge la funzione della finanza, ma gli interessi legati alla finanza non possono avere un ruolo di guida».

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