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Alitalia. La beffa continua e il Comitato Cassaintegrati “Overbooked” scende in piazza

ROMA – Alitalia: “capitolo chiuso”. Questo è l’epilogo che governo, sindacati compiacenti e cordata di imprenditori hanno fortemente voluto. Altro che promesse mai mantenute ai tavoli istituzionali, altro che rilancio della compagnia di bandiera. La verità è che i 10mila cassaintegrati  tagliati fuori dal mondo del lavoro non interessano più a nessuno, soprattutto a coloro che avevano speso parole di speranza.

Anzi, con il recente accordo del 4.3.2011 siglato al Ministero in data 11.3.2011le fila delle cigs aumenteranno ulteriormente. Così domani, 28 giugno 2011 alle ore 10,30 il  Comitato Cassaintegrati Alitalia “Overbooked” darà vita ad un sit-in presso il Ministero del Lavoro in Via Vittorio Veneto, 56, a sostegno della richiesta d’incontro con il Ministro riguardante le seguenti tematiche:

  • Controllo generale sui flussi occupazionali dei lavoratori Alitalia in Amministrazione Straordinaria posti in Cigs e del livello di precarizzazione dei lavoratori in Alitalia Cai, a fronte delle nuove Cigs concesse dal Ministero senza apertura di uno stato di crisi.
  • Congelamento dei requisiti per i lavoratori Cigs non pensionabili e accompagno al pensionamento per chi raggiunge il requisito in mobilità (possibilità contenuta nella   Legge Finanziaria per il 2011, e quindi materia di incerta attuazione per il futuro).
  • Controllo sulle assunzioni previste dai vari accordi.

Ma non solo. I dipendenti Alitalia chiedono un ioncontro copn il ministro Sacconi al quale hanno inviato una missiva che riportaimo integralmente

La lettera a Sacconi

Egregio Ministro Maurizio Sacconi,

la situazione dei lavoratori Alitalia in A.S. posti in Cigs sta diventando insostenibile, a causa delle problematiche emergenti e mai risolte. Ciò è il chiaro frutto del totale fallimento degli accordi siglati tra le parti
sociali e sotto l’egida del Governo.

Lei, Onorevole Ministro, ha avuto un ruolo di spicco nella gestione dell’intera vicenda, come parte attiva e mediatrice tra le istanze dei lavoratori e quelle datoriali. La mediazione ministeriale ha di fatto permesso che si avallassero piani aziendali di estromissione dal lavoro di migliaia di lavoratori, consentendo al contempo che venissero privati dei loro diritti acquisiti. Successivamente si è addirittura assistito alla deresponsabilizzazione e alla totale mancanza di un controllo ministeriale comunque atteso sull’intera vicenda, come dovere istituzionale vincolante.

Infatti il dicastero con funzioni spettanti allo Stato in materia di politica del lavoro e sviluppo dell’occupazione, di tutela del lavoro e dell’adeguatezza del sistema previdenziale e delle politiche sociali ha continuato ad
avallare accordi a favore di Alitalia Cai e contro gli interessi dei lavoratori. Nell’ultimo accordo del 4 marzo 2011 ad esempio (siglato al ministero l’11 marzo), si è sancita la possibilità di porre in Cigs nuovo personale da poco assunto in Alitalia Cai, a spese dello Stato, e senza che tale azienda abbia formalmente aperto uno stato di crisi. Un’azienda privata che è bene ricordare ha goduto e gode di aiuti governativi senza precedenti per l’avviamento d’impresa.

Contemporaneamente quindi si è assistito in silenzio all’assunzione di personale precario ex novo, privando della possibilità di riammissione in servizio oltre che degli stessi lavoratori posti in Cigs anche di parte dei
lavoratori già precari e che sono stati richiamati con successivi contratti a tempo determinato nella nuova compagnia aerea.

E’ evidente come l’Alitalia Cai stia procedendo ad un’ulteriore spregiudicata politica di abbassamento del costo del lavoro e delle tutele dei diritti dei lavoratori a spese dello Stato, con il silenzioso placet dei servitori dello Stato. Ciò è inoltre in aperta contraddizione ad ogni criterio di efficienza di spesa delle risorse ubbliche, argomento che diventa di semplice propaganda a mezzo stampa se gestito in questo modo di fronte a fatti concreti.

Come lavoratori che pagano direttamente gli errori di un management e di un sistema politico che ha portato al fallimento dell’Alitalia, oggi riteniamo ancor più gravi le responsabilità del Ministro competente che tace rispetto alle numerose problematiche dei lavoratori cassaintegrati. Nonostante le declamate soluzioni approntate con accordi di ogni genere, migliaia di lavoratori cassaintegrati ad oggi non raggiungeranno i requisiti pensionistici, mentre migliaia di lavoratori precari sembrano destinati all’incertezza eterna.

Coloro i quali invece hanno avuto la garanzia del raggiungimento dei requisiti pensionistici all’atto della loro messa in Cigs, sono sottoposti all’incertezza creata dalle “finestre variabili”, perché privi di una clausola sociale di congelamento delle condizioni pregresse. Inoltre, persino coloro i quali sarebbero stati disposti da subito a ricollocarsi presso altre aziende hanno incontrato numerose difficoltà, perché ad esempio il Patto di servizio Alitalia, siglato dai lavoratori posti in Cigs e vincolante ai fini dell’erogazione del trattamento economico da parte dell’Inps, e derivante dagli accordi sottoscritti tra le Parti sociali ed il Governo, è stato ideato senza tenere conto di una gestione complessa della realtà. Infatti, tale Patto di servizio è difficilmente integrabile con l’attuale offerta di politiche attive del lavoro di competenza locale.

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