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Nella manovra Tremonti norme ammazzaprocessi. L’unico vero interesse del Caimano

ROMA – Il Caimano non si smentisce mai. Mentre parla di governo responsabile e di manovra economica che tutela gli interessi della collettività, impone alla sua maggioranza di introdurvi altre norme ad personam, destinate a salvarlo dai processi in cui è imputato. L’unica cosa che veramente lo interessa e che lo spinse ad entrare in politica diciassette anni fa. Infatti, nella bozza della manovra finanziaria sono diverse le misure che riguardano la giustizia. Riproposte alcune norme del cosiddetto ‘processo breve’ per il risarcimento da irragionevole durata dei procedimenti, sia penali che civili (due anni in primo grado, due anni in appello e due anni in Cassazione, «nonché un altro anno per ogni successivo grado di giudizio nel caso di giudizio di rinvio»). Il processo penale si considera iniziato dalla data di assunzione della qualità di imputato, cioè dalla richiesta di rinvio a giudizio. Definite anche le procedure per l’istanza di equo indennizzo pagato dallo Stato: «per ciascun euro di ritardo è liquidato un indennizzo di euro 2,50» che può essere ridotto fino a due euro o elevato fino a tre. Non solo: nella bozza si interviene su due articoli del codice di procedura penale (160 e 349) relativi all’efficacia del decreto di irreperibilità e dell’identificazione della persona nei cui confronti vengono svolte le indagini. In particolare, con una modifica all’art.420 bis del cpp si prevede che il giudice disponga, anche di ufficio, che «sia rinnovato l’avviso dell’udienza preliminare quando è provato o appaia probabile che l’imputato non presente all’udienza non ne abbia avuto effettiva conoscenza, sempre che il fatto non sia dovuto a sua colpa e fuori dei casi di notificazione mediante consegna al difensore», in base agli articoli specifici del codice di procedura penale.

Di Pietro: “Che c’azzecca?”

«Che c’azzecca con la manovra il processo breve per garantire l’impunità al presidente del Consiglio? Berlusconi e la sua maggioranza non hanno capito che 27 milioni di italiani hanno detto basta alle leggi ad personam? C’è un limite oltre il quale la politica diventa criminale e va fermata ad ogni costo, prima che sia troppo tardi. Ci auguriamo che prevalga il senso di responsabilità nei confronti del Paese e che questa maggioranza ritiri questa norma così vergognosa e da criminali. L’Italia dei Valori si opporrà a questo scempio della Costituzione». Lo afferma in una nota il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, commentando l’ipotesi dell’inserimento della norma sul processo breve nella manovra.

Angela Napoli (Fli): “Scandaloso”

«Reputo grave, scandaloso ed inaccettabile quanto sembrerebbe emergere dalla bozza della manovra finanziaria, circa l’ nserimento sotto il titolo ‘Processo civile ed altre disposizioni per la maggiore efficienza della giustizià, disposizioni relative al c.d. ‘processo brevè, cui la maggioranza aveva detto di rinunciare». Lo dice Angela Napoli, Capogruppo Fli in Commissione Giustizia alla Camera. «La manovra – aggiunge – non configura tagli, non presenta misure per lo sviluppo, tuttavia rispuntano norme ‘ad personam’, che nel corso della legislatura corrente sono apparse sempre quale unica ossessione del premier. L’efficienza della giustizia la si promuove attraverso adeguati interventi finanziari, utili a sensibilizzare l’informatizzazione dei servizi, ed attraverso l’adeguamento di organici e mezzi, non sicuramente attraverso provvedimenti che non rendono uguali tutti i cittadini di fronte alla legge».

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