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Atene. Il Parlamento approva, la Grecia piange, l’Europa respira

ATENE – A dirla tutta la battaglia che si è svolta nei palazzi di Atene ha riguardato molto da vicino quei paesi con la reputazione sotto osservazione come l’Italia. Se il salasso greco non fosse passato anche il nostro paese si sarebbe trovato in una condizione potenzialmente rischiosa per gli equilibri di bilancio.

Di certo c’è il fatto che a questa manovra, che promette mirabilie sulla pelle dei greci ma che sembra peccare di eccessivo ottimismo in diversi aspetti, ci si crede perché ci si deve e ci si vuole credere. I 75 miliardi, che Atene ritiene di mettere insieme complessivamente, provengono da mega tagli alla spesa, inclusi tagli agli stipendi pubblici, e maggiori introiti fiscali dovuti ad un generale incremento della pressione per un totale 28,4 miliardi in quattro anni a cui si sommano circa 50 miliardi di privatizzazioni.
Il Financial Times ha però affermato, citando un nuovo rapporto, che la Grecia dovra’ lottare per cedere almeno un quarto degli asset previsti dal programma, mentre solo 13 miliardi di asset greci sarebbero pronti per essere ceduti, ed a ciò andrebbe valutato l’impatto sul mercato di tale mole di offerte. Inoltre il Financial Times riporta un giudizio che indica come la vendita di 6,6 miliardi di euro di partecipazioni statali in compagnie quotate in borsa e altri 7 miliardi in compagnie non quotate possa essere valutata come ‘ottimistica’.

 

Ed anche sul lato delle entrate fiscali bisognerà verificare il risultato complessivo dei tagli di bilancio, laddove il taglio si trasmetta in misura sostanziosa in una riduzione dei consumi si potrebbe ottenere, come effetto collaterale, una riduzione dei consumi talmente massiccia da vanificare sostanzialmente i sacrifici richiesti ai cittadini. E’ qui infatti che andrebbero puntati i fanali, la scelta greca di tagliare il bilancio riducendo il reddito dei dipendenti pubblici colpisce quei nuclei familiari che, avendo un reddito basso, hanno una propensione al risparmio minore ed una corrispondente propensione al consumo maggiore. Quanto i tagli greci si tramuteranno in riduzione dei consumi interni del paese e che impatto avrà questo sulla procedura di salvataggio del paese lo vedremo nei prossimi mesi. Resta l’enigma di un paese con una evasione fiscale abnorme, in tutta Europa solo Spagna e appunto Grecia hanno una evasione fiscale superiore all’Italia, in cui i governanti decidono ed i cittadini si incazzano senza mai mettere in mezzo i grandi capitali.
In seguito al voto favorevole si sta continuando ad allentare la tensione sul mercato dei capitali, lo spread, ovvero la differenza di rendimento tra i titoli di stato decennali italiani ed i corrispondenti titoli tedeschi si e’ ridotto a 196 punti dopo aver toccato il picco storico di 223 punti all’inizio della settimana.

 

 

 

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