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Freedom Flotilla, continua l’odissea: terzo sabotaggio. VIDEO

ATENE – Terza nave sabotata ai danni della Freedom Flotilla. La notizia è arrivata stamattina, divulgata dal comitato organizzativo della Flotilla. Si tratta di una barca irlandese, ormeggiata nelle acque turche. I due precedenti sabotaggi riguardavano le imbarcazioni greco-svedese, danneggiate in parti importanti (elica e albero), nella notte  tra domenica e lunedì, nel porto di Atene.

Rimane ancora incerta, quindi, la data della partenza. Dalla conferenza stampa di oggi è emerso che sono gli ostacoli burocratici (messi in atto soprattutto dal governo di Atene sotto pressione israeliana e statunitense) a continuare a ritardare ed impedire la partenza. La nave statunitense è quella sotto maggiore boicottaggio e, già ispezionata dalle autorità greche, ha detto di essere oggi pomeriggio disponibile per una seconda ispezione cui ha invitato a presenziarvi la stampa. Alla proposta di scaricare gli aiuti umanitari sulla costa egiziana, gli attivisti hanno risposto che la Flotilla non va a Gaza solo per portare aiuti umanitari ma per sbloccare definitivamente e permanentemente l’assedio illegale che è la ragione della crisi umanitaria.
Gli organizzatori intanto, alla luce degli avvenimenti degli ultimi giorni, si stanno organizzando in turni di sorveglianza per scongiurare ulteriori sabotaggi. Gli stessi hanno già espressamente chiesto alle autorità greche  di avviare indagini sui sabotaggi e di garantirne la sicurezza.

 

Intanto la macchina della propaganda in Israele non si placa: alcune fonti diplomatiche citate oggi dal quotidiano Jerusalmen Post, riferiscono Israele avrebbe speso ingenti “risorse di intelligence” per sapere chi parteciperà alla Flotilla e che cosa ci sarà a bordo della. Il  Ministro degli Affari Esteri, Avigdor Lieberman ha definito alla Israel Radio i partecipanti “terroristi in cerca di provocazioni e di sangue”.
Gli attivisti, accusati di possedere armi, diavolerie chimiche di vario genere, legami terroristici e chissà cos’altro, hanno ribadito che si tratta di “una flottiglia pacifica, diretta a rompere l’assedio illegale su Gaza, non ad attaccare o aggredire alcuno”. Per questo gli organizzatori hanno sempre acconsentito alla possibilità di far ispezionare le imbarcazioni, cosa che a Israele non ha mai interessato, continuando invece con diversi mezzi a tentare di fermare la partenza delle navi. Proprio in questo clima ieri l’esercito israeliano ha condotto un’esercitazione nella quale c’è stata la simulazione di una intercettazione navale conclusasi con l’uccisione di attivisti, e il ferimento di altri. L’agenzia stampa israeliana “Imra’” ha pubblicato nei dettagli lo scenario nel quale si è svolta detta esercitazione.

Appuntamento domani 1 Luglio alle ore 18.00 davanti all’ambasciata greca per chiedere una reazione del governo ellenico ai boicottaggi.

 

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