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Napoli. Impianto di Acerra a pieno regime nel primo semestre e polemiche sul decreto rifiuti

NAPOLI – In una nota l’A2A, società che gestisce con Partenope Ambiente il termovalorizzatore di Acerra, ha diffuso i dati sulla capacità produttiva dell’impianto. Nei primi sei mesi del 2011ad Acerra sono stati trattati 300 mila tonnellate di rifiuti e immessi in rete 260 GWh di energia elettrica.

Secondo quanto riportato nella nota “il termovalorizzatore ha funzionato regolarmente, riuscendo a mantenere, come previsto, elevati standard di rendimento anche prevedendo gli interventi di manutenzione”. “Dall’inizio della gestione dell’impianto ad oggi le emissioni sono state ampiamente al di sotto dei limiti previsti dall’autorizzazione, limiti che per il termovalorizzatore di Acerra sono stati fissati, peraltro, a valori mediamente più bassi del 50 % rispetto a quanto previsto dalla direttiva comunitaria e dalla legge italiana di recepimento”, si legge nel comunicato.

La nota esce dopo il via libera del Consiglio dei Ministri al decreto rifiuti, nonostante l’opposizione della Lega. Ma, come sottolinea lo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano “non appare rispondente alle attese e tantomeno risolutivo”. Le Regioni a cui è stata avanzata richiesta di conferimento sono: Puglia, Emilia Romagna, Marche, Calabria, Toscana e Friuli Venezia Giulia. Per ora soltanto indiscrezioni giacché le autorizzazioni devono ancora arrivare. “Le parole del Presidente Napolitano sono assolutamente condivisibili e corrispondono a quanto abbiamo cercato di esprimere in questi giorni”, ha commentato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. “Auspico ora che l’esecutivo abbia la forza e la convinzione di fare una salto di qualità affinché prevalga la responsabilità – coinvolgendo pienamente tutte le istituzioni della Repubblica – partendo dai necessari interventi per l’apertura di nuove discariche in Campania. È questa l’unica strada possibile e seria per affrontare una emergenza nazionale, non reggono infatti scorciatoie regione per regione,” ha aggiunto.

Al lavoro anche De Magistris, che dopo la sua elezione a sindaco di Napoli e le foto molto discusse di Oliviero Toscani che lo immortalano con un sacco della spazzatura fra le mani, ha chiesto alla Regione di evitare la chiusura in questo fine settimana degli impianti Stir di Santa Maria Capua Vetere (CS) e Pianodardine (AV). Al momento, secondo gli ultimi dati forniti da Asia, la società che si occupa della gestione dei rifiuti, ci sarebbero circa 1.300 tonnellate di spazzatura ammassata per le strade. I roghi degli ultimi giorni e il trattamento differenziato fra quartieri alti, come Posillipo, tenuto sempre pulito, e Secondigliano, lasciato a se stesso, evidenziano quanto sia più difficile del previsto risolvere la questione rifiuti.

Intanto il Capo dello Stato si augura “l’effettivo superamento di una emergenza di rilevanza nazionale attraverso una piena responsabilizzazione di tutte le istituzioni insieme con le autorità locali della Campania”. Dura la replica del leader del Carroccio che nel corso di un comizio ha inveito contro il Presidente della Repubblica, ribadendo in tutto e per tutto il No ai rifiuti provenienti da Napoli. “Napolitano è originario di Napoli, capisco, ma il Nord non vuole i rifiuti di Napoli”, ha dichiarato.

 

 

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