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Cinemavvenire. I premi e le motivazioni del secondo video festival

CONCORSO INTERNAZIONALE CORTOMETRAGGI:
La giuria composta da Alessandra Alfonsi, Adriano Bordoni, Maurizio Fraschetti, Dario Marcucci, Igor Mattei e Simone Scafidi ha assegnato i seguenti premi e le seguenti menzioni:

– MIGLIOR FILM: Uncle Bubbles di Fabrizio Marrocu
Per aver raccontato con un linguaggio complesso e al tempo stesso diretto una storia di disagio mentale e familiare. Dove la lingua sarda svolge un ruolo fondamentale nella caratterizzazione e nell’impatto drammatico della vicenda e una natura aspra e incolta è la testimone muta di gesti e sentimenti spontanei, anche se espressi in maniera rude, propri della cultura e della tradizione dell’isola.

Migliore  regia : Metachaos di Alessandro Bavari
Per il senso grafico delle immagini e la fantasia nella scelta dei singoli elementi (figure umane e oggetti), che trovano una evoluzione continua nello svolgimento della narrazione. Dove la colonna sonora, usata in maniera egregia, è chiave fondamentale di commento e interpretazione della vicenda.
– Menzione alla fotografia di Io sono qui di Mario Piredda
– Menzione all’interpretazione di Alessandro Vasta in Una storia semplice di Roberto Zazzara
– Menzione ai costumi di Dens Sapientiae-Il dente del giudizio di André Guidot

INTERNAZIONALE DOC “IDENTITÀ E DIVERSITÀ”:
La giuria composta da Gianluca Arcopinto, Valentina Grippo, Denis Malagnino, Igor Mariottini, Chiara Pascali e Giuseppe Sansonna ha assegnato i seguenti premi e le seguenti menzioni:
– PREMIO “IL CERCHIO NON È ROTONDO. CINEMA PER LA PACE E LA RICCHEZZA DELLA DIVERSITÀ”: La sospensione di Matteo Musso
Per il particolare sguardo documentaristico sul mondo della scuola e della formazione. Per la capacità di raccontare con lucido rigore la frustrante ricerca dell’integrazione da parte del giovane protagonista, che si manifesta sullo schermo attraverso una messa in scena “politica” dello spazio scolastico. Una regia che indaga ma non giudica, osserva e rende partecipe lo spettatore evidenziando i delicati passaggi tra identità, diversità e integrazione.
– MIGLIORE REGIA: Il cantiere e la magnolia di Paolo Taddei
Per avere restituito allo spettatore un’immagine credibile e stilizzata del filo invisibile che lega il lavoro dell’uomo alla terra. Per avere reso, esclusivamente attraverso le immagini, una narrazione carica di significato. Un cortometraggio asciutto, che in pochi minuti riesce a coniugare il senso estetico all’efficacia narrativa.
– Menzione alla fotografia e alla scenografia di Aquiloni controvento di Alessandro Stevanon
– Menzione al soggetto di Midnight Bingo di Antonio Longo
– Menzione al montaggio di Torre 8 di Leonardo Ferraro

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