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Manovra, lodo Mondadori. Una norma per sospendere il risarcimento Fininvest

ROMA –  Una norma della Manovra potrebbe sospendere l’esecutività del mega risarcimento di 750 milioni di euro a carico di Fininvest a favore della Cir di De Benedetti, se fosse confermato in appello il verdetto di primo grado del Lodo Mondadori. Questa novità sarebbe possibile grazie alla modifica di due articoli del codice di procedura civile che obbligherebbe il giudice a sospendere l’esecutività della condanna nel caso di risarcimenti superiori ai 20 milioni di euro dietro pagamento di idonea cauzione, in attesa della sentenza definitiva della Cassazione.

Una riforma peraltro affetta da insanabile incostituzionalità, dicono non pochi giuristi, in quanto discriminerebbe fra risarcimenti assai ricchi e fra quelli più poveri, che sono esclusi dall’operatività della norma. Inoltre, la disposizione è contraddittoria rispetto agli intenti descritti dal titolo della rubrica in cui appare nel decreto legge, che fa riferimento agli strumenti per sveltire e razionalizzare il processo. Sospendere l’operatività dei risarcimento vuol dire esattamente offrire strumenti dilatori alla parte soccombente, che in questo modo è invogliata a ricorrere in Cassazione o in Appello anche quando la verità giudiziale appare evidente.

Secondo indiscrezioni, la norma sarebbe stata aggiunta a Palazzo Chigi all’insaputa del ministro dell’economia Giulio Tremonti, il quale si sarebbe opposto. Ciò avrebbe determinato anche il ritardo con cui ha ricevuto il testo normativo il Presidente della Repubblica, il quale ora starebbe vagliando la portata di questa ennesima legge “ad personam”, anzi “ad aziendam”. Difficilmente, lo staff presidenziale vi rintraccerà i motivi della necessità e dell’urgenza, obbligatori per l’emanazione di un decreto legge, a norma dell’articolo 77 della Costituzione. Ma Belrusconi potrebbe in questo caso andare allo scontro con il Quirinale. Sabato, i giudici civili di Milano potrebbero emettere la sentenza con cui confermano la condanna e il risarcimento che Berlusconi dovrebbe liquidare a De Benedetti per lo “scippo” della Mondadori e lui ha bisogno che il deceto entri in vigore prima di quella data.

La notizia ha fatto andare su tutte le furie l’opposizione. “Una norma aberrante” – l’ha  definita Rosi Bindi intervistata dalla Stampa –  che dimostra come Berlusconi faccia il presidente del Consiglio per garantirsi l’impunità in sede penale e tutelare i suoi interessi in sede civile. Ma è ancora più grave perchè è dentro una manovra iniqua nei contenuti, una manovra che non è di rigore, non crea sviluppo, toglie a chi non può più dare nulla”. La presidente del Pd  si dice pronta a  fare le barricate  contro la norma contenuta nella manovra, qualora venisse confermato in appello il verdetto di primo grado sul Lodo Mondadori.
“Non è in gioco solo il rapporto tra maggioranza e opposizione, è in gioco un fondamentale della vita democratica del Paese. Qui c’è un potere che piega la legge ai propri interessi” ha denunciato la Bindi, secondo la quale “la Lega dovrebbe alzare la voce e togliere l’appoggio al presidente del Consiglio”.

Ancora più inquietante l’allarme lanciato dal vicepresidente del Csm Michele Vietti, per il quale la norma sul Lodo Mondadori inserita nella manovra economica rischia di  violare il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.

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