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Pirandelliana sull’Aventino. “I Giganti” di Marcello Amici

ROMA – Sogni, fantasmi, giochi di luci, effetti sonori. Si è aperta così, con I giganti della montagna, la seconda serata della rassegna Pirandelliana, giunta ormai alla 13esima edizione, nella splendida cornice della terrazza della basilica di Sant’Alessio sull’Aventino. Quest’anno la rinomata compagnia della Bottega delle maschere, diretta da Marcello Amici, si è cimentata nell’opera forse più difficile ma anche più appassionante di Luigi Pirandello. In calendario, a serate alterne, con I sei personaggi in cerca d’autore.

Scritta a più riprese nel corso della sua vita e lasciata incompiuta alla morte del poeta nel 1936, I giganti della montagna si discosta molto dalla precedente produzione pirandelliana, sia per i toni inediti a tratti onirici e surreali, sia per il contenuto che lo rende un mito aperto a più interpretazioni. La messa in scena rappresenta una sfida per ogni regista, che Marcello Amici assieme alla sua straordinaria compagnia ha raccolto mirabilmente.

«Stia tranquilla, Contessa. È la villa. Si mette tutta così ogni notte da sé in musica e in sogno. E i sogni, a nostra insaputa, vivono fuori di noi, per come ci riesce di farli, incoerenti. Ci vogliono i poeti per dar coerenza ai sogni». La villa è quella della Scalogna, dove vivono il mago Cotrone e i suoi Scalognati, gente strana che si nutre di sogno e poesia. Un luogo misterioso, dove una sera giungono l’attrice contessa Ilse, suo marito e un gruppo di diseredati. Sono i superstiti di una compagnia teatrale, caduta in disgrazia nel tentativo di rappresentare il dramma La favola del figlio cambiato, dello stesso Pirandello. Ne nasce un incontro-scontro tra chi vive la professione dell’attore come mestiere inseguendo l’illusione della fama passata e chi fa della propria vita un’eterna rappresentazione dove reale e immaginario si confondono, dove i sogni sono reali.

Per la varietà di tipologie degli attori e delle attrici, per il loro stile lontano dal naturalismo e per la bravura della squadra, la compagnia della Bottega delle maschere, giunta al suo 30esimo anno di attività, ha reso in modo brillante il dramma. La regia di Amici, inguaribile pirandelliano, e la sua grande interpretazione hanno fatto il resto.

«Questo è il vero segno che si è del mestiere! Impari dai bambini, le ho detto, che fanno il gioco e poi ci credono e lo vivono come vero!» dice Cotrone al gelido e razionale Spizzi, della compagnia della contessa, che ribatte: «Ma noi non siamo bambini!». E Cotrone: «Se siamo stati una volta bambini, possiamo esserlo sempre!». Per una volta allora cadono le maschere, ed ecco svelato il segreto dell’arte e della poesia o, se vogliamo, della felicità.        

I GIGANTI DELLA MONTAGNA
di Luigi Pirandello

con
Marcello Amici, Marco Vincenzetti, Antonella Alfieri, Linda Sessa,
Anna Varlese, Umberto Quadraroli, Andrea Carpinteri, Simone Destrero,
Giorgia Serrao, Maria Lovetti, Stefano Capecchi, Marco Tonetti, Simona Giaimo,
Francesca Del Vicario, Carlo Bari

Scene Marcello de Lu Vrau             Costumi Natalia Adriani

Regia
Marcello Amici

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