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L’Italia in lingua straniera. Sui giornali europei campeggia il declino di Berlusconi

ROMA – Aprire le pagine web dei giornali europei, e vedere apparire immediatamente l’immagine del ‘nostro’ premier, è un po’ deprimente. Deprimente perché trovare anche sui giornali, che leggiamo in lingua straniera, il volto del Cavaliere, ci fa sembrare che il mondo ruoti intorno a quest’uomo che abbiamo avuto in sorte per qualche gravissimo peccato di cui si è perduto persino il ricordo. Questa mattina però le labbra che avevano preso una postura depressiva si sono alzate agli angoli, tipo ‘Sole che ride’.

Si aprono i quotidiani che hanno suoni che derivano, come l’italiano, dalla lingua romanza, e  la notizia che campeggia sulle prime pagine è : “Silvio Berlusconi ne souhaite pas se représenter en 2013” – Le Monde- “Berlusconi anuncia que no se presentará a las próximas elecciones de 2013
‘Il Cavaliere’ indica que el próximo candidato a presidente del Gobierno de su partido será Angelino Alfano, el actual ministro de Justicia” – El Pais – Poi il sorriso muta  in riso quando leggiamo sul quotidiano portoghese Jornal de Notícias: “Ministro italiano chama ‘maluco’ a colega.” Maluco sta per ‘cretino’.

Il sottotitolo di Le Monde spiega meglio che sta succedendo al cittadino di Arcore: “Aux prochaines élections, je ne serai pas candidat au poste de président du conseil”, a affirmé le Cavaliere, 75 ans en septembre, dans une interview vendredi au quotidien de gauche La Repubblica.”. In realtà la notizia non svela molto di più di quanto sta scritto oggi su La repubblica, giornale “de gauche”, secondo la giornalista dell’agenzia Reuters Alessia Pierdomenico: “Alle prossime elezioni non sarò candidato alla carica di presidente del consiglio”.
“’Il Cavaliere’ indica que el próximo candidato a presidente del Gobierno de su partido será Angelino Alfano, el actual ministro de Justicia “ El Pais approfondisce la notizia scrivendo che Berlusconi, come in tutte le monarchie ai tempi dell’assolutismo reale, designa come suo delfino Angelino Alfano. . “A los 77 años no puedo volver a ser presidente del Gobierno”, subraya y añade: “No es que vaya a dimitir, aunque tendría tantas ganas de hacerlo …”. Berluisconi spiega ai giornalisti che nel 2013 avrà 77 anni suonati e, sottolinea e aggiunge:  “Questo non significa che io mi dimetta, anche se avrei molta voglia di farlo”. E questo non rende felici, come non rende felici quando spiega che “que apoyará la candidatura para ser el próximo jefe de Estado del subsecretario de la presidencia del Gobierno y su hombre de confianza, Gianni Letta.” Praticamente appoggerà la candidatura del suo “hombre de confianza”, che si potrebbe anche tradurre come ‘vassallo’, Gianni Letta.

I giornali di lingua romanza appaiono fiduciosi sul fatto che Berlusconi si stia mettendo da parte. Come lo conoscono male! Se non sarà domani, sarà dopodomani dirà che è stato mal interpretato, o mal tradotto, e inoltre è chiaro che sta facendo le sue mosse perché sul suo impero non tramonti mai il sole devastante del berlusconismo.
In realtà la fine di Berlusconi non corrisponderà alla morte del Berlusconismo. In un articolo su El Pais del 3 luglio, intitolato ‘Berlusconeando’, Elvira Lindo scrive “Así hemos visto el problema italiano: como si todo se redujera a Berlusconi, como si no hubiera gente que lo vota, que quiere parecerse a él, jovencitas que se le rinden o jovencitos que admiran su astucia. Pero siempre, y más en las democracias, hay un parecido entre el gobernante y el pueblo gobernado”.

“Abbiamo visto il problema italiano: come se tutto si riducesse a Berlusconi, come se non ci fosse gente che lo vota, che vuole assomigliare a lui, giovinette che gli si arrendono o ragazzi che ammirano la sua astuzia. Però sempre in democrazia, c’è una somiglianza tra il governante e il popolo governato.”
Poi la giornalista, rivolgendosi anche a personaggi politici spagnoli simili al Cavaliere, come Rajoys o Camps, dice con veemenza andalusa. “No, ellos no nacen de un repollo, somos nosotros los que les damos aliento, vida. Y votos. “No, loro non sono nati sotto un cavolo, siamo noi che gli diamo respiro, vita. E voti”
Quando gli italiani non daranno più nutrimento a Berlusconi e al berlusconismo, e a tutti coloro che vivono come parassiti alle spalle dei cittadini italiani, tornerà la Democrazia con la D maiuscola.

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