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No Tav. L’Europa taglia i fondi all’alta velocità in Val di Susa

ROMA – La scure di Bruxelles si abbatte sui lavori per la Tav Torino-Lione, ovvero su quella porzione di opera ferroviaria faraonica, sia come entità di lavoro (costruzione di più di 1.600 Km di asse ferroviario) sia in termini economici, che dovrebbe portare fino in Ucraina.  

La Commissione Europea pur dichiarando il pieno sostegno a quest’opera ritenuta “prioritaria”, ha diffuso ieri la notizia di un possibile, anzi molto realisticamente probabile, ridimensionamento della cifra stanziata (circa 671 milioni) per i lavori relativi al periodo 2007-2013.

Il commissario europeo ai trasporti, Siim Kallas, in conferenza stampa ha parlato con concretezza di un nuovo taglio a seguito dei ritardi e delle “incertezze” sui lavori del tunnel della Maddalena. Kallas non si è espresso in maniera chiara sull’entità della “sforbiciata”, che fa seguito a quella già avvenuta lo scorso anno e che si aggirava attorno ai 9,2 milioni di euro, ma ha affermato che il taglio ai fondi ci sarà di sicuro, nonostante il totale ed indiscusso appoggio della Commissione al progetto italo-francese.

Mercoledì 6 luglio a Roma si era intanto tenuta una riunione della commissione intergovernativa italo-francese sullo stato di avanzamento dei lavori, ma gli esiti del vertice non hanno evidentemente rassicurato la Commissione Europea, le cui aspettative erano ovviamente altre. I duri scontri con i No Tav degli ultimi giorni, e le conseguenti difficoltà di avvio dei lavori della galleria della Maddalena hanno forse “indispettito” la Commissione,  spingendo verso una revisione dell’accordo ed incoraggiando ancor più il governo italiano a procedere a tutta forza nei lavori, ignorando del tutto le proteste e le tensioni in Val di Susa.
Kallas ha dichiarato: “Siamo determinati a sostenere il piano, non solo perché unisce due importanti città  e regioni europee, ma anche perché completa un corridoio fra la penisola iberica e l’Europa centrale, rafforzando le prospettive di crescita del continente”…… e ha poi aggiunto in relazione ai ritardi e al superamento delle date limite nello stato di avanzamento dei lavori:  “…ci sono delle regole e vanno rispettate”. Infine Kallas ha invitato il ministro dei trasporti italiano Altero Matteoli “ad accelerare il processo di approvazione del progetto preliminare” attualmente in ritardo di circa sei mesi.

Riguardo ai tagli Kallas si è dichiarato disposto a trattare e ad aprire uno spazio di dialogo sui tempi, ma di certo non sui soldi! Il finanziamento sarà quindi rivisto e ridotto con tutta probabilità in autunno, ma ad oggi non è possibile ipotizzare una cifra precisa. “Diamo ora un pò di tempo alla Commissione e alle autorità italiane e francesi per valutare la situazione, in modo da arrivare in autunno con una decisione concreta”. Intanto il Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota si dice non preoccupato e ha dichiarato di essere anzi molto determinato:  “La Commissione ha confermato che gli stanziamenti ci sono” ed ha aggiunto “negli anni passati si sono fatte chiacchere e, invece, adesso bisogna fare i fatti e rispettare la tempistica”.  E’ vero gli stanziamenti ci sono, ma è anche vero che sono ben poca cosa rispetto al costo totale di tutta l’operazione, inoltre il completamento lavori dovrebbe essere previsto per il 2013. Al momento secondo il Progress Report 2010 della Commissione Europea, è stato completato nenche il 20 % per cento dei lavori!

Intanto è prevista per questa sera una fiaccolata dei No Tav  per ribadire il loro no deciso “all’esecuzione con pilota automatico di un’opera pubblica concepita in un momento storico-politico quanto mai lontano da quello attuale. Un’opera  faraonica, figlia di un modello di sviluppo energivoro e superato, per la quale non ci sono i fondi, e che certamente infliggerebbe un’inaudita sofferenza alla popolazione della Val di Susa”.

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