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Milano, 16 anni all’aggressore
 del tassista picchiato senza pietà

MILNAO – Eccoli, Michael Morris Ciavarella e i fratelli Stefania e Pietro Citterio,  ritratti dalle foto segnaletiche. Gli aggressori che lo scorso 10 ottobre pestarono senza pietà il tassista Luca Massari perchè aveva investito inavvertitamente il loro cane. Lui era uscito per chiedere scusa ma loro si sono avventati contro di lui.

Pugni calcio e poi quello spintone fatale che fece cadere Luca all’indietro tanto da spaccargli la testa.
Un mese di coma da dove Luca non si è più risvegliato e poi la morte decretata. Oggi proprio l’autore della spinta – che aveva chiesto il rito abbreviato – è stato condannato dal gup Stefania Donadeo a sedici anni di reclusione per omicidio volontario aggravato da futili motivi. Tuttavia il  l’aggravante della crudeltà che aveva chiesto il Pm non è stata riconosciuta. Per i due fratelli, invece rinviati a giudizio, bisognerà attendere ancora  il 16 ottobre, giorno in cui inizierà il processo davanti alla Corte d’assise di Milano.  

Con i due fratelli è, inoltre, stato rinviato a giudizio anche Davide Lagreca, accusato di favoreggiamento perché avrebbe cercato di depistare le indagini. Donadeo, che lo scorso 13 maggio aveva rigettato la richiesta di costituzione di parte civile avanzata dal Comune, ha poi disposto dei risarcimenti in via provvisionale per i familiari di Massari. Per ciascuno dei genitori ha disposto 50mila euro, per lo zio e il fratello della vittima, l’unico presente oggi, 20mila euro. Solo domani Donadeo deciderà sulla richiesta di conversione della custodia cautelare in carcere negli arresti domiciliari avanzata dai due fratelli Citterio e non anche da Ciavarella, come erroneamente scritto in precedenza. Stefania Citterio si trova nel carcere di San Vittore con la figlia di un anno e mezzo avuta dal fidanzato. Tra novanta giorni, infine, depositerà le motivazioni della sentenza.

Soddisfazione è stata espressa dal legale della famiglia: “L’importante era una risposta dell’ordinamento giudiziario, che c’è stata, perché il giudice ha confermato l’imputazione di omicidio volontario e non ha derubricato in omicidio preterintenzionale”, ha detto l’avvocato Cristiana Totis.

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