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A Roberto Benigni la “bis” Laurea ad Honoris Causa in filologia moderna

COSENZA –  Dopo il conferimento della laurea Honoris causa in ingegneria gestionale a Silvio Berlusconi nel 1991 ed in filologia moderna allo scrittore Saverio Strati lo scorso dicembre, l’Univerdsità della Calabria, attraverso il Consiglio della Facoltà di Lettere e Filosofia, ha deciso di conferirla anche a Roberto Benigni.

Un duplicato, dopo quella ricevuta dell’Università di Firenze nel 2007 ma che poco sembra interessare il preside della Facoltà, Raffaele Perrelli per il quale «Roberto Benigni – ha detto – oggi in Italia è senza ombra di dubbio uno dei pochi personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo in grado di coniugare la grande popolarità e lo straordinario successo mediatico con l’alta qualità del suo lavoro, mai disgiunto da un costante impegno civile. Sul piano più propriamente letterario – ha aggiunto il preside – appare in particolare meritorio lo sforzo profuso al servizio della Divina Commedia. La sua iniziativa di portare nelle piazze e nei teatri il poema, attraverso recite e letture commentate di alcuni canti, ha rappresentato infatti un contributo pedagogico di formidabile impatto, in particolare per le nuove generazioni. Con lo stesso impegno civile, Benigni ha partecipato attivamente alle manifestazioni legate al centocinquantenario dell’Unità d’Italia: non a caso i suoi interventi in tale occasione hanno ottenuto anche il riconoscimento del Presidente della Repubblica che, come è noto, si è molto speso per celebrare nel modo più adeguato la ricorrenza. In tale contesto, degna di apprezzamento ci è apparsa la lettura fornita da Benigni del fenomeno risorgimentale: senza enfasi e senza retorica, eppure, con sano patriottismo, egli ha risposto ai tanti tentativi di revisionismo, conferendo peraltro il giusto valore al contributo determinante della letteratura al processo unitario. Molto bella ed intensa, al riguardo, è stata la lezione dedicata al commento del testo dell’Inno di Mameli, frainteso, ahinoi, finanche da qualche politico, non troppo avvezzo al linguaggio letterario».

La decisione assunta dal Consiglio di Facoltà di Lettere e Filosofia è stata trasmessa al manager di Roberto benigni, Lucio Presta, dal rettore dell’Università della Calabria, Giovanni Latorre che ha auspicato tempi brevi per «organizzare quello che si annuncia come un grande evento culturale e di particolare rilievo accademico insieme ad uno dei maggiori artisti del nostro tempo».

La missione di Lucio Presta non sarà però semplice considerato che il ricordo che Benigni conserva di Cosenza non è dei migliori. In occasione del suo show “Tutto Dante” nel 2007, nel bel mezzo della declamazione dei versi del «libro galeotto» come chi lo scrisse, e del vortice amoroso che trascinerà in eterno i due amanti, in vita travolti dal turbine della passione, le detonazioni della Smith&Wesson calibro 32 impugnata dal quarantacinquenne cosentino Claudio Azzinnaro furono un autentico fuori scena.
Sei colpi di pistola, cinque dei quali ferirono gravemente un giovane spettatore e che restano, per Benigni, il segno indelebile di una città che ha dato i natali a Bernardino Telesio, il primo degli uomini nuovi

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