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Alitalia. Fantozzi sfiduciato, lavoratori sempre abbandonati. La lettera di una cassaintegrata

Oggi pubblichiamo l’ennesima lettera di una cassaintegrata nella remota speranza  che si smuovano le acque una volta per tutte affinchè si possa scrivere la parola fine su questa vergognosa vicenda Alitalia

La lettera

Gentilissima redazione,
Sono una delle 6.000 in cassaintegrazione della vecchia Alitalia Linee aeree Italiane ora in liquidazione e dal 19 luglio senza la gestione del commissario Prof. Augusto Fantozzi dimissionario perchè sfiduciato dal governo.
Il problema è che era previsto dal giorno 26 luglio l’acconto della liquidazione del TFR per alcune società (Volare, Express, Airport) per le quali si era chiusa la procedura della insinuazione del passivo ed ora con l’uscita di Fantozzi, i pagamenti verranno senz’altro ritardati.
Tutti i giornali hanno dato ampio spazio alla notizia e si fanno diverse interpretazioni.
Vorrei che la vostra redazione si occupasse della questione e desse spazio al nostro problema.

Lettera firmata
cassaintegrata alitalia


ROMA – Inutile commentare. Questa è una storia tutta italiana che – come abbiamo sempre detto – hannoe continuano a pagare i lavoratori Alitalia sulla propria pelle.
Altro che cordata d’imprenditori “super eroi” che avrebbero salvato  capra e cavoli, ovvero l’italianità della compagnia di bandiera e la sua autorevolezza nel settore aereo. Una cosa però va precisata. Il professor Fantozzi è stato sfiduciato dopo che il governo gli aveva affiancato ben due commissari eletti ad  hoc, come prevede la recente manovra finanziaria in caso di amministrazione straordinaria. Sarà una coincidenza?  Vi siete chiesti perchè questa piccolo provvedimento è stato inserito nella legge di stabilizzazione finanziaria?
Con ogni probabilità per controllare ulteriormente chi si trova nelle condizioni di dover trovare i cosiddetti fondi sperperati a destra e manca dai vertici Alitalia, dove si saranno litigati  anche le gambe delle scrivanie per i troppi dirigenti assunti. Soldi che in primis servirebbero per pagare proprio i dipendenti attraverso l’agognato TFR, cioè il  trattamento di fine lavoro, che guarda caso i legittimi destinatari stanno aspettando con l’acqua alla gola da troppo tempo.

E c’è una cosa di cui Fantozzi si era accorto e forse era arrivato ad una conclusione drastica ma del tutto legittima. Prima fra tutti quella di portare in Tribunale gli incauti amministratori della compagnia che hanno sperperato un capitale, primo fra tutti Giancarlo Cimoli, l’ex amminstratore delegato che guadagnava 12mila euro al giorno e se ne andò con una liquidazione di 5 milioni di euro mentre la compagnia affondava nei debiti. Una mossa, quella di Fantozzi, che evidentemente il governo  non ha affatto apprezzato. Si sa in Italia le cricche degli spregiudicati affaristi sono un po’ come le logge massoniche: portano sempre il timbro di un sodalizio di aiuto reciproco in caso di bisogno.
Ma in questa sporca faccenda, i veri bisognosi sono i lavoratori, vessati, beffati e truffati.

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