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‘Ndrangheta. Confisca beni alla cosca Alvaro che opera nella capitale

REGGIO CALABRIA – Si tratterebbe di un vero e proprio  sistema occulto di accaparramento e gestione di attività economiche nella città di Roma quello che hanno scoperto gli inquirenti. Così il Tribunale di Reggio Calabria descrive la famiglia Alvaro, alla quale oggi la Guardia di Finanza ha confiscato beni per 200 milioni di euro.

Esponente di spicco sul quale si sono concentrate le indagini è Vincenzo Alvaro, che gli inquirenti definiscono la mente operativa  della cosca di ‘ndrangheta. Si è trasferito a Roma nel 2001 per scontare il periodo di sorveglianza speciale facendosi assumere come aiuto cuoco e investendo, hanno spiegato gli investigatori, illeciti ingenti proventi nell’acquisto di numerosi esercizi commerciali, operativi nel settore della ristorazione. Oltre a lui le indagini hanno riguardato anche Damiano Villari, inizialmente soltanto prestanome di Alvaro ma successivamente con un ruolo di maggiore rilievo nell’ambito delle strategie economiche della cosca. Prima di raggiungere la capitale, faceva il Barbiere in Calabria.

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