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Processo lungo, il Senato vota la fiducia

ROMA – Palazzo Madama non ha deluso le aspettative e ha votato la fiducia sul disegno di legge sul processo lungo. 160 voti a favore, 139 contrari, nessuno si è astenuto: per la 48esima volta il Senato vota la fiducia e mostra il semaforo verde a un provvedimento che l’opposizione ha definito “l’ennesima legge ad personam”.

Nel ddl approvato si conferma la possibilità per la difesa di presentare lunghe liste di testimoni e di non considerare più come prova definitiva, in un processo, la sentenza passata in giudicato in un altro procedimento. In quest’ultimo caso, da questa norma sono esclusi vari reati, tra cui quelli di mafia e terrorismo.
Si corregge la possibilità per un imputato di interrogare, nel corso del dibattimento, un testimone che rende dichiarazioni a suo carico. L’imputato potrà d’ora in poi farlo, ma “a mezzo del suo difensore”. Resta la norma per cui le norme del ddl si possono applicare ai processi in corso e senza sentenza di primo grado.

Confermata la parte in cui si stabilisce che quando deve essere ‘irrogata la pena dell’ergastolo non si fa luogo alla diminuzione della pena’ prevista nell’articolo 442 del codice di procedura penale. Il condannato al carcere a vita non avrà più la possibilità, avvalendosi del giudizio abbreviato,  di sostituire ll’ergastolo con la condanna a 30 anni.

E’ prevista una stretta sui benefici: per i condannati all’ergastolo, per i reati di strage e per sequestro di persona con la morte del sequestrato, questi potranno usufruire dei benefici dopo aver scontato almeno 26 anni di carcere. La legge entrerà in vigore “il giorno dopo la sua pubblicazione sulla gazzetta ufficiale”.

 

“Siete espressione di un potere arrogante che protegge il capo assoluto. Volgendo le spalle al popolo italiano dovrete scappare cercando di evitare i meritati e sacrosanti calci nel sedere”, ha protestato Luigi Li Gotti dell’Idv. I senatori dipietristi hanno esibito alcuni fogli con la scritta ‘Ladri di giustizia’.  “Oggi Berlusconi non è in aula. Non c’era nemmeno quando venne approvata la manovra economica a palazzo madama. Alla sua assenza si rispose che il premier era scivolato su una saponetta in bagno. Mi chiedo se stamattina si sia strozzato con il dentifricio”, ha ironizzato il presidente dei senatori pd, Anna Finocchiaro.

L’Associazione nazionale magistrati ha reagito negativamente: “Processo lungo significa non arrivare mai a sentenza – ha comunicato il presidente Luca Palamara – questo provvedimento è dettato dall’esigenza di risolvere situazioni particolari e non porta ad alcun miglioramento dell’efficienza del processo”.

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