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Il Movimento No Tav: “Il cantiere non esiste, è una balla colossale”

TORINO – Alberto Perino, uno dei leader del Movimento No Tav della Val Susa, ha così spiegato le prossime mosse degli attivisti: “Faremo un nuovo presidio nella zona della baita dove sarà allestito uno spazio per le tende. Sarà quello un punto di appoggio per la protesta in quanto è proprio lì che dovranno cominciare i lavori del cantiere per l’alta velocità. In questo momento – ha continuato Perino – il cantiere non esiste. È una balla colossale che continua a essere propinata alla gente.

 

Qualcuno parla di operai al lavoro ma è una bufala, una menzogna, perchè i lavori dovranno essere eseguiti in un’altra zona rispetto al cantiere attuale. E quella zona tra l’altro, non è ancora stata espropriata”. Perino ha poi sottolineato che il nuovo presidio nella zona della baita “non sarà facile attrezzarlo in quanto non c’è l’elettricità, nè l’acqua corrente”. Il presidio alla Maddalena di Chiomonte, davanti alla centrale, resterà comunque il principale.

“Per rallentare le procedure di esproprio dei terreni sui quali dovrebbe sorgere il cantiere per la Tav, all’inizio del 2011 – ha proseguito Perino – il movimento No Tav ha acquistato un terreno nella zona della baita e un altro nei pressi del pilone votivo, alla Maddalena di Chiomonte. Entrambi sono stati intestati ad un unico proprietario, per motivi burocratici”.

Non è la prima volta che il Movimento No Tav compra appezzamenti di terreno per rallentare i lavori: nel 2010, 63 attivisti hanno acquistato un terreno alla Maddalena; nel marzo 2008, altri 1.397 No Tav sono diventati co-proprietari di un lotto di 1.251 metri nella zona di Colombera; nel giugno sempre del 2008 1.189 attivisti hanno comoprato un lotto di circa 2.000 metri quadrati a Venaus.

 

 

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