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La barca affonda, il Governo annaspa. Dal cilindro di Calderoli esce solo l’idea di un campus.

La situazione è chiara e pochi hanno intenzione di vederla per il giusto verso. In realtà il governo naviga a vista. La crisi (benché sia realmente presente..) serve a giustificare l’inefficacia di una politica di ripresa che è ben lontana dall’esserlo! L’opposizione latita, o meglio la parte più cospicua di questa sembra quasi lasciare che tutto scorra senza batter ciglio. La cronaca ci riporta solo la dignitosa presa di posizione della sola Idv, niente di altro. La manovra economica è stata “fatta digerire” in maniera incredibile; a tagli si sono sommati tagli. Lo stesso Draghi aveva sottolineato la necessità di operare tagli non scriteriati e anche che questi, da soli, sarebbero stati insufficienti.

La lucidità del governo si nota solo quando c’è da “barattare” una riforma costituzionale con il rifinanziamento di una guerra. Nessuno che abbia riflettuto a voce alta sulla necessità di una verifica seria sull’operato dell’Esecutivo. Il PD approva tutto, compreso quel rifinanziamento che se non fosse stato votato avrebbe interrotto la ripresa di un sodalizio politico basato soltanto sullo scambio di obiettivi di parte tra Pdl e Lega. In un momento di disperazione qualcuno chiede che il Premier venga a riferire in Parlamento, ma sprezzante come sempre, il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, risponde chiedendo che prima vengano presentate le proposte!?   Ma ci troviamo forse su “Scherzi a parte”?  Il Presidente del Consiglio dovrebbe riferire in Aula solo a proposte avanzate “dall’esterno”?  Semmai dovrebbe essere Lui a rendicontare l’operato (o meno..) del governo, e nel caso ad avanzarle… Invece di spiegare i motivi grazie ai quali non è lo stesso Berlusconi a riferire ed eventualmente proporre una via di uscita seria con relativa apertura di una discussione, Calderoli rilancia un campus! “Credo si debba fare prima questo campus per raccogliere proposte e dopo si presenterà al premier che a quel punto avrà un senso che venga a riferire in parlamento”.  La cosa viaggia tra il grottesco e l’incredibile! Neppure tra i boyscout si fanno più i campus, figuriamoci se al posto di una presa d’atto seria e convinta sull’impossibilità da parte del governo di offrire risposte adeguate si ricorre a un mezzo evanescente di quella fatta pur di evitare il giudizio del Cittadino sull’operato di chi ci governa da anni! Il ministro della Semplificazione ha ribadito che “la politica non ha il diritto di andare in ferie, e neppure le associazioni imprenditoriali, le forze sindacali e le parti sociali”. 

 

Più sensata la risposta di Bonanni, non certo un ultras, che spiega come “più di un campus servono le sedi istituzionali dove poter decidere insieme in un clima di rinnovata concertazione le risposte urgenti ed adeguate per fronteggiare la crisi”. In pochi a suo tempo hanno compreso la nefandezza di una manovra che colpisce i soliti noti, ovvero i ceti meno abbienti.  Questa volta è la stessa segretaria della Cgil Susanna Camusso, che non manca di sottolinearlo facendo capire a chiare lettere che “deve essere chiaro che si deve partire dal cambiare la manovra perché è iniqua e impedisce la crescita e lo sviluppo”.
Un governo che ha proposto una manovra iniqua, che ha accumulato un passivo dalle proporzioni vistose durante il mandato fin qui portato avanti, che insiste nella spesa bellica piuttosto che salvaguardare il welfare e la condizione di disoccupazione e precariato che attanaglia il paese può risultare credibile quando propone un campus estivo??  Suvvia, questa volta è impossibile non essere d’accordo con la vicepresidente del Pd Rosy Bindi che ricorrendo all’ironia della disperazione non si fa scrupoli nell’affermare che “l’idea che il Governo non vada in ferie ma continui a fare danni al Paese è di quelle che mettono i brividi”.

La conferma della pochezza di una vera opposizione viene comunque confermata dalle parole che giungono dagli esponenti di spicco del Terzo Polo che spingono verso la richiesta di dimissioni del Premier e la costituzione di un governo di unità nazionale. ”E’ la maggioranza che deve maturare la consapevolezza di voltare pagina – tuona il Presidente della Camera Fini -. E’ giusto che la maggioranza che ha vinto le elezioni indichi al Capo dello Stato il nome del candidato premier, ma la cosa fondamentale per l’interesse nazionale e’ non continuare a perdere tempo con un governo irresponsabile che galleggia, preferisce andare in ferie e diserta l’Aula sulla crisi”. Sulla stessa lunghezza d’onda, persino il sempre verde Massimo D’Alema, capo carismatico di un Pd che da solo, come dicevamo, sembra anch’esso annaspare tra le nebbie.

 

 

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