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Berlusconi di nuovo alle Camere. Dati e numeri sulla situazione del paese lo accompagnano impietosi

ROMA – L’incontro di Berlusconi con le Camere slitta di qualche ora. La Borsa reclama attenzione e le è stata concessa. Quale possa essere l’esito di questi incontri (ore 17,30 Camera – 19,30 Senato) è difficile dirlo. Sembra comunque la solita Berlusconi performance in cui Lui racconta e gli altri ascoltano. La situazione imponeva ben altro e magari un incontro aggiornato alla situazione, estremamente delicata e dai contorni sicuramente drammatici per il Nostro paese.

Precise le dichiarazioni di Enrico Letta, vicepresidente del PD che spiega come sia difficile se non impossibile affrontare la “sfiducia” venutasi a creare. “Prima gli elettori, poi i mercati e adesso le parti sociali: sono ben tre le sfiducie che il paese ha decretato nei riguardi di Berlusconi”.  Si ritorna quindi alla premessa fatta. “Non può essere lui a proporre soluzioni – dice ancora Letta – visto che è gran parte del problema. Non è vero che i mercati puniscono tutti. Le Borse mondiali sono sotto pressione ma chi perde di più è quella italiana”.
Il maggior partito dell’opposizione prende dunque una posizione questa volta chiara e decisa. Lo fa attraverso il suo vicepresidente che all’interno del suo stesso Partito gode di indubbia conoscenza in materia economico-finanziaria. “L’idea che Berlusconi arrivi in aula e per la quinta volta in un anno proponga un piano scossa non è più accettabile”. L’esponente Democratico fa riferimento alle riflessioni fatte dal Presidente Napolitano e motiva la necessità di un cambiamento di rotta che passi per la formazione di un governo nuovo. Altrimenti l’unica soluzione è il ricorso a nuove elezioni.

Dello stesso avviso è Carmelo Briguglio, vicepresidente dei deputati di Futuro e Libertà. “Stamane lo spread fra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi ha superato la soglia di 385 punti base toccando il 6,27% di rendimento. Siamo ormai quasi al livello della Spagna, dove i bonds decennali hanno superato i 400 punti”. Siamo dunque di fronte ai numeri, impietosi e fuori dai giochi della politica faziosa. Un modo di argomentare che segue un percorso simile alla disamina della situazione fatta da Enrico Letta.
I margini  secondo lo stesso Briguglio sono ormai esigui, “il presidente del Consiglio oggi in Parlamento non ha scelta: è arrivato il momento che lasci il campo a un governo di transizione in grado di far superare all’Italia l’emergenza economica e sociale che sta squassando il paese spesso senza adeguata consapevolezza della stessa classe dirigente”. Il richiamo a quanto fatto da Zapatero in Spagna ricorre anche nelle sue parole.

La cronaca è scarna. Solo Berlusconi potrà dire qualcosa di più, anche se le premesse nascono tra i dubbi e la circostanziata opinione espressa dall’opposizione sembra non dare molte possibilità alla capacità affabulatrice del Premier. L’intervento è quanto mai tardivo e senza dubbio non aggiungerà molto di più a ciò che Forze politiche e parti sociali hanno da tempo sottolineato.
In questo quadro l’unica via percorribile potrebbe essere quella nota e già suggerita dal Presidente della Repubblica che più volte ha richiamato ad un senso di responsabilità e di unità che questa volta, più di ogni altra, non potrà non tener conto di una situazione fotografata impietosamente da dati e numeri.

 

 

 

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