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Il mercato boccia il Governo e la sua incapacità decisionale

ROMA – Il giudizio è arrivato, ed è stato pessimo. I mercati hanno accolto il discorso del Premier Silvio Berlusconi in Parlamento con una reazione netta, che ha colpito Piazza Affari, la peggiore in Europa, e i titoli di Stato, con lo spread fra Btp e Bund che ha sfondato la soglia di 390 punti. Una tensione accresciuta dal black out informatico che ha colpito Borsa Italiana, con una chiusura ‘al buiò senza comunicazione della variazione dell’indice Ftse Mib. Dopo problemi tecnici, che hanno impedito l’aggiornamento per oltre due ore, il tonfo è del 5,16%. Il dato innegabile è che, dopo l’intervento del Presidente del Consiglio, la preoccupazione resta e la speculazione sull’Italia non si arresta. Anzi, riprende forza. È mancato, secondo quanto spiegano gli analisti, l’unico messaggio che avrebbe potuto far invertire la rotta, l’indicazione chiara dell’intenzione di anticipare gli effetti della manovra, ovvero quel pareggio di bilancio fissato al 2014.

Al termine dell’incontro con le parti sociali, prima ancora che si possa immaginare la portata della ‘sentenzà del mercato, è lo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a prevenire qualsiasi interpretazione forzata: «soltanto gli organi di informazione hanno messo in campo una connessione tra il mio intervento al Parlamento di ieri e il comportamento dei mercati. I mercati reagiscono per ragioni proprie che sono distanti sia dalla realtà economica che dalla politica».

Il discorso di ieri, assicura oggi Berlusconi, «non era rivolto alle Borse, era rivolto ai cittadini, agli italiani. Diceva, non fatevi spaventare da questo, se avete investito nei titoli azionari teneteli nei cassetti, chi ha investito nei titoli azionari non ha bisogno di vendere le azioni e quindi non abbiate paura, conservateli». Il premier ricorda anche una frase del padre, che aveva «una grande esperienza di borse» e diceva: «le Borse sono come un orologio rotto, due volte al giorno danno l’ora esatta ma per tutto il resto l’ora non è quella vera». Berlusconi, del resto, spiega con dovizia di particolari quella che ritiene una vera e propria distorsione della realtà. Si dice convinto che «la Borsa ha una sua vita assoluta scostata da quella che è la realtà economica». E torna a sottolineare la sua provenienza ‘pre-politica’ per rassicurare i suoi interlocutori, fino a dire «sono imprenditore, ho collocato le mie aziende in Borsa e in questo momento se avessi risparmi importanti da parte li investirei prepotentemente nelle mie aziende». Diversa l’interpretazione di un esperto di borsa. L’economista di Intesa SanPaolo Sergio Capaldi, interpellato dall’Adnkronos, è convinto che Piazza Affari chieda piuttosto al governo italiano un anticipo degli effetti della manovra economica. Il mercato «ha i nervi scoperti, vuole vedere un anticipo della manovra, non può aspettare il 2014», perchè ritiene «un rischio eccessivo affidarsi alle previsioni» visto il contesto macroeconomico.

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