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Contro la “stangata di Ferragosto” il Codacons chiede il sequestro del carburante

Continua a peggiorare la situazione sul versante del prezzo dei carburanti e da un’indagine condotta in sette città italiane (Bari, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Torino e Verona) il prezzo della benzina servita è ormai pressoché ovunque sopra 1,60 euro al litro. A denunciare l’insostenibilità di questi continui aumenti – nonostante il prezzo del petrolio stia calando – è il Codacons, che ha stimato una stangata di 100 milioni per il non adeguamento dei distributori al crollo del costo del greggio, che ora viene venduto a 80 dollari al barile.

Viene definita una vera e propria “stangata di Ferragosto” e lo afferma anche il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, che definisce «inaccettabile» il ritardo delle compagnie nell’adeguare i prezzi al ribasso. La benzina, secondo la stima di Federconsumatori e Adusbef, avrebbe dovuto seguire il prezzo del greggio, diminuendo di almeno 14 centesimi. Un taglio di questo tipo avrebbe compensato oltre metà degli aumenti dell’ultimo anno, che secondo le ultime stime della Coldiretti Lombardia, ammontano a circa 20 centesimi al litro e pesano tra i 210 e i 230 euro l’anno ad automobilista.

Romani ha dichiarato che «è necessario un ulteriore e immediato sforzo da parte di tutta la filiera prime fra tutte le compagnie, a cui è richiesto di recepire e adeguare con la massima tempestività le variazioni monitorate sui mercati a monte della filiera, onorando l’impegno più volte preso». L’Unione petrolifera dice di avere accolto l’invito di Romani ma rivendica «ripetute riduzioni dei prezzi interni, probabilmente non ancora percepite dai consumatori». «Romani ha scoperto finalmente l’acqua calda. Già che l’ha scoperta, però, farebbe bene anche a fare qualcosa, visto che non si tratta di un opinionista ma del ministro in carica competente in materia – ha dichiarato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – Siamo stufi di queste dichiarazioni. Sono una presa in giro dei consumatori. Perché il Governo non rinuncia almeno ad una parte di quei miliardi di euro che incassa grazie alle tasse sulla benzina che ormai raggiungono quasi il 60% del prezzo finale? Se Romani vuole essere coerente, rinunci almeno agli ultimi aumenti delle accise appena entrati in vigore» .La battaglia del Codacons non si ferma, ed oltre ad invitare il Governo ad agire nel merito, considerato che le accise pesano, per i consumatori, ben il 60% sul costo finale della benzina, ha chiesto a 104 Procure della Repubblica il sequestro dei depositi dei grossisti e delle pompe di benzina, ipotizzando il reato di aggiotaggio.

La prima ad aprire un’inchiesta è stata la Procura di Palermo grazie al procuratore aggiunto Nino Gatto, ipotizzando il reato di manovre speculative con il rincaro sul mercato interno (articolo 501 bis del codice penale).

C’è da dire che, a chi viaggia in treno o in aereo, le “stangate” non sono comunque risparmiate.

 

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