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Tremonti: Una manovra con molte lacrime e molto sangue

ROMA – Il ministro Giulio Tremonti ha anticipato alcune delle proposte che la Bce ha suggerito di adottare al Governo italiano nell’ormai famosa lettera di cui non si conosce il testo integrale. L’intervento del ministro è avvenuto nell’audizione svoltasi questa mattina nella commissione bilancio del Senato.

Bilancio in Costituzione

La scelta di inserire il pareggio di bilancio in Costituzione è «una scelta che segna la fine di un’epoca nella quale l’Occidente poteva piazzare titoli ai valori che voleva». Oggi viviamo in un’ epoca «che costringe a scelte di maggior rigore: non puoi spendere più di quello che prendi soprattutto se con riluttanza prendono i tuoi titoli». Data la dimensione del debito pubblico italiano «più forte è il passaggio costituzionale meglio è» per il pareggio di bilancio. Subito dopo ha aggiunto che visto che «il vincolo viene dall’Europa si potrebbe anche importare la norma» con il combinato tra articolo 11 e 117 della Costituzione. Ma nel nostro caso sarebbe meglio un passaggio «forte». «Fare in fretta un lavoro importante: tanto da non rispettare il vincolo dei tre mesi tra le due letture. Ma non possiamo cambiare la Costituzione cambiando la Costituzione», ha aggiunto, precisando che «c’è ampio spazio per un lavoro che presuppone un disarmo plurilaterale e un spirito costituente».

Pareggio di bilancio e costi della politica

Da un livello del 3,8 al 3,9% di deficit nel 2011, «dovremo scendere di colpo verso, secondo alcuni l’1%. Ma l’ipotesi è lievemente drastica e recessiva». «Bisogna intervenire con maggior incisività sui costi della politica – ha aggiunto – Dobbiamo tornare sulla materia non solo sui costi dei politici, non solo su quanto prendono ma anche su quanti sono. C’è un effetto di blocco, di manomorta».

Rendite finanziarie

«Sulle rendite finanziarie la scelta è stata definita con un allineamento delle aliquote. La scelta è stata fatta in sede di riforma ma non abbiamo nulla in contrario ad un intervento diretto». Lo ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel corso dell’audizione in Parlamento spiegando che «fermi i titoli di Stato, e prevedendo una riduzione della tassazione della raccolta postale che è al 27%, tutti i titoli finanziari verrebbero tassati dal 12,5% al 20%».

Dipendenti pubblici

Tremonti ha riferito che, fra i suggerimenti inviati dalla Banca centrale, c’è anche quelal del taglio degli stipendi dei dipendenti pubblici. Ha anche sottolineato che non crede potrà prendersi una decisione del genere.

Casini: “Idee fumose”

«Ringrazio Tremonti per la cortesia di essere venuto a riferire alle Camera, non per la sostanza. Spero che abbia le idee così chiare che non ce l’abbia voluto dire. Avevo capito di più dalla lettura giornali che da quello che ho sentito oggi». Lo ha detto il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, nel prendere la parola in commissione a Montecitorio, dopo l’informativa del ministro Giulio Tremonti. «Da questa porta stretta o bassa dobbiamo passarci tutti – ha esordito Casini – Io però ho la sensazione che quando ci apprestiamo tutti assieme a questo dibattito e parliamo della situazione economica difficile, ci dividiamo in due grandi aree: chi ritiene che la situazione internazionale accomuni tutti e che pertanto l’Italia è nè più nè meno come gli altri Paesi; e chi è convinto che è vero che esiste una tendenza generale, ma esiste una condizione di difficoltà accentuata per l’Italia e in questi anni c’è stato un tentativo di minimizzare, banalizzare, che non ha aiutato a prendere coscienza». Casini ha elencato alcuni degli errori del governo: «Era affrettata e demagogica la decisione sull’Ici per la prima casa. Sono stati errori le perdite di tempo. Ora c’è la grandissima responsabilità di dare risposte immediate».

Di Pietro: “La solita aria fritta”

«L’esposizione fatta dal ministro Tremonti sulla crisi economica è aria fritta». Lo ha detto Antonio Di Pietro intervenendo nel dibattito delle commissioni riunite dei due rami del Parlamento. «Poco fa – ha aggiunto il leder dell’Idv – il ministro Umberto Bossi ha dichiarato che il suo incontro con Berlusconi è stata una rottura di coglioni. Questa è la realtà del nostro governo che sa fare solo proposte fumose». Secondo l’ex pm, «l’esecutivo se ne deve andare a casa per mancanza di credibilità. È questo – ha proseguito rivolto a Tremonti – il vostro vero handicap. Siete incapaci di intendere e di volere quello di cui il nostro Paese ha bisogno in questo momento». Di Pietro ha poi ricordato che l’Idv ha da tempo presentato un disegno di legge in Parlamento contenente proposte contro la crisi: « Non ci avete mai dato – ha detto Di Pietro – una risposta, ma ora avete il coraggio di chiederci di condividere al buio misure che non avete mai spiegato. Per questa ragione non siete credibili. E per lo stesso motivo cambiare governo è una precondizione irrinunciabile, come pure mandare a casa questo parlamento di nominati».  

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