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Il trauma infantile di Tremonti e Brunetta con gli statali

Vogliono tagliare i loro stipendi, dopo averli già ampiamente tartassati con il blocco delle retribuzioni e un taglio mostruoso dei finanziamenti alla scuola. Ma è proprio sicuro che siano loro i responsabili del dissesto dei conti pubblici?

ROMA – Ieri un sindacalista da noi interpellato asseriva che probabilmente sia Giulio Tremonti, sia Renato Brunetta devono aver subito un trauma infantile (non ha voluto specificare di quale natura) per colpa di un impiegato statale o di un insegnante di scuola. Altrimenti non è possibile spiegare il loro furore contro una categoria sociale e produttiva alla quale stanno addossando, oramai, quasi per intera la colpa della crisi e del dissesto dei conti pubblici.

Praticamente non c’è stato un loro atto che non abbia assunto le vesti di una vendetta sanguinolenta sul capo di quasi 3,5 milioni di lavoratori che ogni giorno si recano in ufficio o in un’aula scolastica per svolgere, nel bene e nel male, come tutti, il loro lavoro con una retribuzione media che non supera 1300 euro mensili netti.

Eppure, nessun dato statistico ci dice che la causa dei mali italiani sia addebitabile ai dipendenti pubblici. In percentuale sulla popolazione, essi non sono in numero superiore agli altri Paesi. Ad esempio, in Germania sono il 5,47%, in Italia il 5,7, in Francia sono addirittura l’8%. E nemmeno si può dire, in termini assoluti, che siano tutti fannulloni, visto che la macchina statale, guidata fra gli altri, proprio da Tremonti e Brunetta, sembra comunque funzionare, essendoci una determinata massa di impiegati adoperata per questo scopo. Non ci risulta che la scuola pubblica non funzioni, che gli alunni italiani siano, in media, meno preparati di quelli di altri Paesi (rispetto alla media degli alunni americani, ad esempio), che il tasso di assenteismo nel nostro Paese abbia raggiunto proporzioni drammatiche (ufficio vuoti, aule deserte, ecc.).

Ci sono disfunzionalità, certo, rispetto al settore privato, non sempre gli addetti ad un servizio rispondono con efficacia alle richieste del pubblico, non sempre una pratica viene conclusa nei tempi dovuti, ma bisognerebbe chiedersi: non vi è mai capitato di trovare disfunzionalità del genere anche nel settore privato? Un concessionario di automobili vi ha sempre consegnato l’auto prenotata e pagata nei tempi promessi? Un negoziante non vi ha mai rifilato una sonora fregatura? Non avete mai acquistato un prodotto difettoso o ricevuto un servizio senza utilità da un imprenditore privato? Le banche si sono comportate sempre onestamente con i vostri depositi di denaro?

Ed ancora: le cifre ci indicano che l’enorme debito pubblico accumulato dal nostro Paese è principalmente colpa degli stipendi pagati a queste sanguisughe improduttive? Ma ne siamo proprio sicuri? Qualcuno ha calcolato quanto del patrimonio pubblico viene sperperato per colpa della corruzione, ad esempio, nel settore sanitario, ciò che contribuisce alle grandi fortune di famiglie imprenditoriali che poi pagano le mazzette ad assessori e politici? Quindi tagliando gli stipendi pubblici, come si prospetta voglia fare il governo, si azzererà il deficit annuale del bilancio statale? Ma per favore…

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