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Traffico armi Slovenia-Italia. 5 arresti

TRIESTE –  Sgominato dal Gico di Trieste un ingente traffico di armi pesanti proveniente dalla Slovenia e diretto in Italia. Cinque gli arrestati, due italiani e tre sloveni, già noti per simili reati. Sequestrato anche un bazooka perfettamente funzionante, una pistola mitragliatrice Uzi con silenziatore, due caricatori e un revolver Smith&Wesson 357 magnum. Erano probabilmente destinate a cellule terroristiche operanti in Europa.

Le armi, prevalentemente di fabbricazione sovietica, erano nascoste sull’altopiano carsico.

Lo affermano gli stessi militari, sulla base anche dell’identità delle 5 persone arrestate, tre italiani e due sloveni già noti alle forze dell’ordine per simili reati. In manette 2 triestini, Marino Paoletti, 54 anni, e Marino Suc, 53, entrambi con precedenti per traffico d’armi e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, che acquistavano armi pesanti dai complici sloveni. Ad effettuare le consegne un corriere, Edi Palcic, 53 anni, già noto alle autorità italiane proprio per fatti di terrorismo: dal carcere in cui scontava una condanna per traffico di stupefacenti proprio Palcic è stato intercettato dagli investigatori mentre era intento ad organizzare un attentato, immediatamente sventato, per colpire il magistrato triestino Federico Frezza, lo stesso che ha coordinato l’odierna indagine. Altri due piazzisti, entrambi sloveni, uno dei quali figlio di un pericoloso criminale omicida, sono finiti in carcere a Capodistria. Le armi, provenienti dall’ex Yugoslavia e di fabbricazione prevalentemente sovietica, sono state sequestrate in parte a Trieste, in un casolare dell’altipiano carsico utilizzato dalle cellule italiane del sodalizio, e in parte in un bunker sotterraneo scavato nella campagna slovena vicino Capodistria. Lo scambio di armi e denaro avveniva principalmente lungo il confine italo-sloveno. Non sono finora stati individuati gli acquirenti finali del pericoloso arsenale bellico.

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