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Israele. Torna l’incubo terrorismo. Attaccati 2 bus. Hamas smentisce coivolgimento

ULTIMORA – «L’origine degli attentati terroristici odierni è Gaza. Agiremo contro di loro con tutta la forza e con determinazione». Lo ha affermato il ministro della difesa israeliano, Ehud Barak. Barak ha fatto queste dichiarazioni al termine di una seduta di emergenza nella sede del ministero della Difesa a Tel Aviv, al termine della quale è partito in elicottero per Eilat (sul Mar Rosso) assieme con il capo di stato maggiore gen. Beny Gantz.

Hamas smentisce

«Non credo che Hamas sia coinvolto» negli attacchi anti-israeliani avvenuti oggi nel Neghev. Ma ad ogni modo noi li approviamo, perchè sono stati rivolti contro soldati e sono sopraggiunti in un momento in cui Israele attacca Gaza quasi ogni giorno«: lo ha affermato, in una intervista televisiva, Ahmed Yussef, un dirigente politico di Hamas. Secondo Yussef, questi attacchi sono una conseguenza »logica« alla luce del congelamento del processo di pace e della »escalation militare israeliana«. Nel frattempo fonti di Gaza riferiscono che gli accampamenti militari di Hamas vengono in queste ore evacuati, nel timore che possa essere prossima una offensiva militare di Israele. I responsabili militari di Hamas, secondo fonti militari, si sono già installati in bunker sotterranei.

 

TEL AVIV – E’ di 6 morti e un numero imprecisato di feriti il di due attacchi ad altrettanti autobus non lontano da Eilat, nota località turistica del Sud israeliano. Nel primo attentato, condotto da un uomo che ha sparato contro il mezzo di trasporto, è morta una persona. Nel secondo, messo a segno con un lanciarazzi, le vittime sarebbero 5: tre passeggeri del bus e i due attentatori, uccisi poi negli scontri che sono seguiti con le forze dell’ordine.
Tuttavia la situazione appare al momento ancora confusa, con scontri segnalati a più riprese fra aggressori e forze di sicurezza in prossimità del confine con l’Egitto. Mentre una vasta zona è stata isolata e circondata. A quanto si era appreso in precedenza, le forze israeliane stavano dando la caccia ad un commando composto da almeno tre persone vestite di blu a bordo di una berlina. Ma non si esclude che a condurre gli attacchi possano essere stati più gruppi. Sul primo autobus attaccato, in movimento da Beersheva a Eilat, viaggiavano anche alcuni militari in libera uscita.

Nel frattempo i media israeliani si limitano a parlare di vittime nel secondo attacco, senza quantificarle o specificare se si tratta di morti o feriti. Intanto il bilancio della sparatoria contro il primo autobus è salito a dieci feriti, secondo il sito di Haaretz. I due attacchi sono avvenuti nella zona di Eilat, nel sud di Israele. Fonti della Difesa israeliana, citate dal Ynetnews, affermano che il fuoco contro il secondo autobus è partito dalla parte egiziana del confine. Le forze di sicurezza egiziane sono state allertate e stanno conducendo una caccia all’uomo, analoga a quella in corso in Israele.

La cosa certa, riportando quanto diffuso dai giornali locali, è che l’incubo del terrorismo è prepotentemente ritornato sul territorio israeliano.

 

La testimonianza

Secondo quanto riferito dall’autista del mezzo il commando che ha attaccato l’autubus era composto da uomini che indossavano i tipici vestiti dei soldati egiziani. Il bilancio delle vittime resta intanto in via di definizione, ma appare comunque pesante. Alcune fonti parlano di cinque morti sul secondo bus, colpito con un lanciagranate, e di diversi feriti – fino a 25 – centrati dal fuoco di armi automatiche sul primo mezzo. In un successivo conflitto a fuoco risultano essere stati infine uccisi anche due o tre aggressori.

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