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Manovra. Monito dei Vescovi. Bagnasco difende la famiglia a differenza del governo

ROMA – Tanto tuonò che piovve. La portata sociale negativa di questa paventata manovra trova un’ulteriore quanto importante espressione negativa in quella Rappresentanza sociale e religiosa rappresentata dalla Chiesa di Roma. Laicismo e ingerenza negli affari di Stato questa volta sono superati dal buonsenso, sia civile che Religioso.

A puntare l’indice sull’inadeguatezza di questa manovra è stavolta  Mons. Bagnasco, Presidente della Cei, che non va tanto per il sottile ammonendo sulle conseguenze che questa finirebbe per avere sulle Famiglie. Le sue parole risultano questa volta di una semplicità disarmante. “Più che addentrarci nelle questioni tecniche strettamente politiche, eleviamo un richiamo etico e spirituale facendo appello alla coscienza di tutti perché anche il dovere di pagare le tasse possa essere assolto da tutti per la propria giusta parte. Così le cose sarebbero risolte, non senza però rivedere gli stili di vita”. Il Cardinale assolve ad un compito ed un ruolo davvero elevato e conosce bene il significato di impatto sociale e percorsi politici tanto da esprimere con chiarezza una valutazione sull’utilità o meno della manovra stessa, almeno così come è stata presentata. Quel “non so se sarà la risposta per uscire alla crisi” dice molto di più di quanto potrebbe sembrare. Meglio di Lui pochi conoscono il “polso” della società italiana e delle Famiglie in particolare. Il richiamo alla Famiglia come valore insostituibile che “se non è al centro delle politiche e della politica, la società non va da nessuna parte”, è un vero monito a non “osare più di tanto al fine di non sgretolare” l’architettura esistente.

 

La Chiesa di Roma ha una forza indubbiamente con pochi paragoni, tanto più se si parla di ciò che avviene nel Nostro paese. Dai “Valori” si discende alle “cose pratiche”. Dalla famiglia si arriva a puntare l’indice sull’evasione fiscale. Angelo Bagnasco è un “politico” fine, ed ha capito benissimo che se non verrà fatto qualcosa di concreto nella lotta all’evasione fiscale, il rischio che ci sia una rivisitazione del sistema pensionistico con il conseguente contraccolpo sullo stato sociale, diverrebbe davvero alto.   Mons. Bagnasco conosce bene la società e meglio ancora il “suo Popolo”; sa bene che gli anziani sono una trave portante della stessa economia italiana specialmente ora che la parola lavoro è diventata merce rara. Definisce, a ragione, “impressionanti” le cifre sull’evasione fiscale approfittando di un’intervista rilasciata a Madrid. Occorre riconoscergli lucidità e capacità di analisi non comuni e ricordare che si parla di uno degli Uomini più influenti della gerarchia ecclesiastica della Chiesa di Roma. Non è un caso che faccia riferimento ad una crisi di un modello socio – economico, il Capitalismo; così come non si ferma alla negazione senza proposta descrivendo lo statalismo ed il capitalismo selvaggio come due deformazioni che abbiamo ormai sperimentato.

Il Cardinale, arcivescovo di Genova, sottolinea come ora più che mai non possa venire abbandonata la famiglia, e come sia necessario che la Persona ritorni al centro del Nostro universo, usando parole come sviluppo sostenibile e correzione di stili di vita.  In questi giorni di febbrile corsa al compromesso, ai ritocchi, agli aggiustamenti, palesi o striscianti, al tutto ed al suo contrario, si è levata comunque una voce determinante. Il monito dei Vescovi è chiaro; attraverso il loro pronunciamento la Chiesa ha dato il suo parere: ennesima bocciatura per una manovra economica dai contorni sempre più ambigui e pericolosi.
Sottovalutare la portata del giudizio espresso dalla Cei sarebbe miope, soprattutto per il seguito popolare che lo Stato nello Stato ha da secoli; soprattutto se queste valutazioni vanno ad aggiungersi alle tante che invitano con toni più o meno decisi a stare bene attenti a ciò che verrà fatto.

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