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Roma, altri due bimbi positivi al test della tubercolosi. Polverini: “nessuna epidemia”

ROMA –  Sono tre i bambini contagiati al policlinico Gemelli di Roma da un’infermiera malata di Tbc. Le ultime analisi confermano due nuovi casi, oltre quello della bimba ricoverata al Bambin Gesù. “Le famiglie sono state informate”, dice la governatrice del Lazio,Polverini. “Essere positivi al test non significa essere ammalati”.

L’unità di coordinamento,tenutasi in Regione ha deciso che entro il 31 agosto saranno sottoposti a test gli oltre 1000 bambini entrati in contatto con l’infermiera. La procura di Roma, intanto, ha incaricato i Nas di acquisire le cartelle cliniche dei nati al Gemelli tra marzo e luglio e la documentazione sulle presenze della donna.

I due bambini  positivi sarebbero comunque in buone condizioni e il referto delle radiografie toraciche, a cui sono stati sottoposti, è negativo. È quanto ha dichiarato oggi Costantino Romagnoli, direttore Uoc (unità operativa complessa) di neonatologia del policlinico Gemelli partecipando all’incontro, che si è svolto alla Regione Lazio, al quale hanno partecipato il presidente della Regione Renata Polverini, Maria Teresa Sacerdote direttore sanitario Asl RmE, Alberto Villani direttore Uoc pediatrica generale e malattie infettive dell’ospedale Bambin Gesù, Aldo Morrone, direttore generale dell’azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini. Costantino Romagnoli ha ancora precisato che «i bambini non sono ammalati. Se non fossero sottoposti ad una profilassi, come invece sta avvenendo, potrebbero sviluppare la malattia. Lo ripeto, un bambino positivo alla Tbc non è contagioso, non è ammalato».

La governatrice del Lazio ha tentato di placare falsi allarmi: “Non ci troviamo davanti a una epidemia. Tutto è sotto controllo. Ieri ho chiesto di integrare il lavoro del Gemelli con quello di altre due strutture, il Bambino Gesù e il San Camillo. Le abbiamo attivate perchè così saranno visti 150 bambini al giorno, cosicchè entro il 31 agosto tutti i neonati saranno sottoposti al test”. E poi ha aggiunto: “Voglio dire ai genitori che sono agitati, per tranquillizzarli, che i bambini positivi non sono malati . Sono bambini venuti in contatto con il bacillo: la profilassi che verrà proposta impedirà di contrarre la tubercolosi. L’unità di crisi è intervenuta ritenendo giusto far operare prima la struttura nella quale si era verificato il caso di contagio dell’infermiera. Io mi sono messa nei panni dei tanti genitori che in questi giorni stanno chiamando”.

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