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Rimini. I bagnini di salvataggio pronti a scioperare il 27 e 28 agosto

RIMINI – Bagnini contro marinai di salvataggio sulla ancora affollata costa riminese: la vertenza va avanti e anche la Provincia ha gettato la spugna. Sempre più vicino e probabile lo sciopero del 27 e 28 agosto. È la nuova puntata del conflitto contrattuale che ha caratterizzato la stagione riminese: da un parte i marinai di salvataggio che chiedono un adeguamento contrattuale intorno ai 40 euro; dall’altra una larga fetta dei gestori dei bagni, quelli rappresentati dalla cooperativa Oasi Confartigianato, che fa muro.

Lo sciopero del 14 agosto, pur generando multe e ricorsi, non ha prodotto gli effetti sperati dalla Cgil che tiene le fila della protesta. L’astensione pensata per domenica 21 è stata spostata in avanti in omaggio alla presenza del presidente Napolitano, quel giorno in città, ma lo sciopero per sabato 27 e domenica 28 è sempre più probabile. Due giorni fa c’è stata una lettera aperta dei marinai inviata personalmente ad ogni bagnino, redatta con toni pacati, nel tentativo di bypassare la linea dura di Oasi, individuata dai salvataggi come oppositrice aldilà della reale volontà dei suoi stessi rappresentati. Niente di fatto anche qui. Le istituzioni stanno provando da mesi a fare da mediatori, ma con scarsi risultati. La riprova è venuta dal forfait annunciato dall’Amministrazione provinciale, che ha formalmente comunicato a prefetto e sindaci dei cinque Comuni della costa, oltre che a Filcams Cgil, l’indisponibilità di Oasi Confartigianato a riattivare il tavolo contrattuale per scongiurare ulteriori astensioni dal lavoro. Quello della Provincia di Rimini, su richiesta del sindacato, era un ultimo tentativo – dopo quello non andato a buon fine nei giorni scorsi da parte della Prefettura – per cercare un punto di possibile mediazione in modo da evitare disagi a residenti e turisti. «Purtroppo – ha spiegato la Provincia – si deve registrare l’indisponibilità di una delle due parti a confrontarsi sino in fondo per individuare una soluzione in extremis su una problematica aperta da tre anni, periodicamente foriera di sgradevoli polemiche specie durante la stagione estiva, peraltro già risolta positivamente da alcune associazioni di categoria. Comunque, un’occasione persa».

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