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Medio Oriente. Ucciso il leader della Jihad islamica

Intanto l’ANP deve affrontare grossi problemi di liquidità

ROMA – L’agenzia di stampa Ma’an News segnala Mercoledì 24 ancora un attacco aereo israeliano che ha colpito un gruppo di persone nel quartiere di Ash-Sheikh Radwan a Gaza City, uccidendo un uomo e ferendone un altro. L’uomo ucciso è stato identificato come Atieh Maqat, un membro dell’ala militare della Jihad islamica, le brigate Al-Quds. Queste ultime hanno rivendicato la responsabilità per il lancio di 5 razzi Grad verso Ashkelon e Eshkol come vendetta per il militante ucciso. Il governo di Hamas ha accusato Israele di violare l’accordo sul cessate il fuoco con i suoi attacchi, soprattutto raid aerei, affermando che “Tale comportamento aggressivo conferma che Israele non ha alcuna vera intenzione di mantenere la tregua”.

Dopo l’escalation di violenza registrata nell’ultima settimana in seguito ai fatti di Elat, un accordo sul cessate il fuoco era stato annunciato nella tarda serata di domenica 21 Agosto, una tregua però incerta fino a lunedì, quando un nuovo raid aereo israeliano aveva colpito il nord di Gaza facendo alcuni feriti causando nuovi lanci di razzi Qassam e Grad verso il territorio meridionale di Israele da parte di miliziani di Hamas. Un rapporto pubblicato in questi giorni dall’Ufficio degli Affari Umanitari delle Nazioni Unite ha affermato che tra il 18 e il 20 di agosto le forze aeree israeliane hanno effettuato circa 30 raid sulla Striscia di Gaza, uccidendo 16 palestinesi e ferendone oltre 40. Si registrano gravi danni ad abitazioni civili, infrastrutture e strutture pubbliche governative, comprese scuole e moschee. 

La prevista dichiarazione di indipendenza di Settembre sembra sempre più in crisi se si considera anche che dall’inizio del 2011 le entrate fiscali per l’Anp stanno diminuendo. Il budget totale dipende in buona parte dalle donazioni estere: nel 2010 i paesi donatori hanno dato all’ANP 1.1 miliardi di dollari e la somma totale utilizzata per pagare i salari dei dipendenti pubblici e per sostenere altre spese governative è stata di 3.7 miliardi di dollari. Dall’inizio del 2011 sono stati versati nelle casse dell’ANP 35 milioni in meno al mese: da gennaio a luglio il governo palestinese si è ritrovato con quasi 300 milioni in meno del previsto. Negli ultimi mesi poi gli stipendi dei dipendenti pubblici sono stati pagati in ritardo. Il presidente Abu Mazen è sempre piu’ dipendente dagli aiuti occidentali mentre cerca sostegni per l’indipendenza.

La causa principale di quest’affanno economico è legata al fatto che i donatori arabi, in particolare l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi, hanno versato nelle casse palestinesi solo una parte del denaro promesso, presumibilmente a causa delle recenti rivolte nel mondo arabo e ai problemi economici e politici che stanno affrontando paesi come Siria e Libia.
Insomma oltre a occupazione e assedio, i palestinesi devono anche far fronte ad una mancanza di liquidità nelle casse del tesoro.

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