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Libia. Ribelli a caccia del raìs e non solo

TRIPOLI – Il loro obiettivo è certamente il raìs ma non solo, i ribelli infatti sono alla ricerca dei  membri sopravvissuti della famiglia Gheddafi  e dei suoi più stretti collaboratori, ma quanti però sono ancora in Libia?

Saif al Islam figlio del colonnello e capo dei servizi segreti a poche ore dalla caduta di Tripoli, pare si sia affidato alla clemenza ed alla protezione dell’ex  numero due del regime di suo padre ed ora oppositore Abdel Salam Jalloud; il redivivo  fratello maggiore Khamis, detto il “macellaio”, pare invece sià il più odiato dalla popolazione libica per via delle violenze inflitte dalla 32° brigata ai suoi comandi.                                         

Il cognato del raìs, Senussi è ricercato per crimini di guerra dal tribunale internazionale ed anche il suo consigliere per la sicurezza nazionale Mutassim, difficilmente se la caverà.
Qualche chance in più di farla franca per via della minore gravosità delle colpe commesse,  pare invece la abbiano gli altri figli di Gheddafi , Hannibal, Saadi e Mohammed; una sorte diversa invece toccherebbe alla figlia naturale nonchè impavida sostenitrice del padre,  la bellissima legale Aisha. Non solo la famiglia del raìs è sulla lista dei ricercati dai ribelli, targets primari risultano essere anche numerosi generali artefici di una crudele repressione della rivolta, Ali Riffi al Sharif numero uno dell’aereonautica, Abdul Rahman al Syd e Hassan el Kassah capo della polizia segreta del ministero dell’Interno.    
Incerta per ora resta la sorte dei generali Younis Jaber, del primo ministro Al Baghdadi al Mahmoudi e del segretario generale del Congresso del popolo (Parlamento libico) Mohamed Abou El-Kassim Zouai.

Per ultimo ma non certo per importanza nel passato regime, chissà che fine avrà fatto  il capo della scorta personale del colonnello? Il suo volto con quei folti baffi e con il suo immancabile cappello ci erano noti anche se non possiamo dire lo stesso del suo nome; consegnato, ucciso, ancora insieme al suo amato dittatore?Il suo destino forse si compirà nello stesso momento in cui il sipario calerà definitivamente sul suo capo, certo è che cinque delle sue ex dipendenti, le fidate “amazzoni” stanno già parlando con la stampa estera raccontando di continui stupri subiti nel tempo da parte di colui che dovevano proteggere a costo della propria vita.

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