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Manovra. Il cuore di Berlusconi non gronda più sangue: resa della Lega, salta il tabù pensioni

ROMA – Come sempre è l’unico a rimanere soddisfatto vendendo come perfetto il suo diabolico prodotto.

Dopo le proteste di questi giorni, ultima delle quali, la manifestazione che ha visto partecipare 2000 sindaci a Milano, ci aspettavamo un minimo di riflessione (pia illusione se si pensa al tipo di governo che abbiamo!). Ecco invece spuntare la manovra bis. Berlusconi arriva a descriverla come una manovra più equa!? Si mostra orgoglioso di non aver messo le mani nelle tasche degli italiani.  E’ vero, ha solo fatto in modo che siano Loro stessi a versarle sul conto in passivo di un Paese deturpato dalle nefandezze di questo governo! Meglio dire cosa “ci racconta” il Premier prima di dare un’interpretazione viziata all’accaduto. “Sono stati ridotti i costi della politica” e da qui riparte la sua campagna elettorale. La colpa alla sinistra che bocciò a suo tempo questo percorso con un Referendum. Anche per il più neutrale e distaccato “narratore” è difficile prendere le distanze dai termini che il presidente del Consiglio usa. Parla di “cuore che grondava sangue al solo pensiero di una ripercussione sulla “tasca” degli italiani. Peccato che non si parli più, o almeno molto meno di prelievi fiscali mirati e maggiormente equi, di difesa dell’articolo 18 che furbescamente viene messo sotto scacco dall’art.8 proposto da Sacconi, e peggio ancora si parli di manovra sul sistema pensionistico. La Lega ha perso su tutti i fronti. Le sette ore di Arcore devono essere state davvero interessanti e solo l’immaginazione può suggerirci cosa può aver fatto cambiare la posizione di Bossi e compagnia.

La parola adesso all’opposizione? Forse Berlusconi non ha preso troppo sul serio il malcontento, o per meglio dire, la disperazione che serpeggia tra i Cittadini e la sua memoria ha già rimosso la data del 6 settembre p.v., giorno in cui si svolgerà lo sciopero generale indetto dalla Cgil ed al quale aderiranno la maggior parte delle organizzazioni politiche dell’opposizione. In una nota di stampa la voce della sinistra non rappresentata in Parlamento non risparmia l’alzata di scudi, e con Ferrero afferma che “sulle pensioni Bossi e il governo hanno preso in giro i lavoratori. Come al solito, gira e rigira, si finisce sempre li, ad attaccare le pensioni di anzianità. È un fatto inaccettabile perché i lavoratori in questi anni hanno già pagato abbondantemente e il bilancio dell’INPS è fortemente in attivo”. Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, parla di “un vero e proprio insulto in una situazione in cui l’unica cosa su cui tutto il governo è d’accordo è quella di difendere i privilegi dei ricchi, tant’è vero che della patrimoniale sulle grandi ricchezze non c’è traccia. In queste condizioni – aggiunge Ferrero – il 6 settembre p.v. non ci sarà solo lo sciopero generale ma anche il blocco del “giro della Padania”, perché Bossi non può continuare a prendere in giro la gente.

Simile nei toni, la risposta di Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi: “Con le modifiche apportate alla manovra è ormai evidente che il prezzo della crisi la pagheranno sempre più i precari che oltre a vivere senza certezze ora non potranno più nemmeno riscattare gli anni di università a fini pensionistici. Il governo Berlusconi ha ormai gettato la maschera: hanno deciso di rubare il futuro ai giovani e ai precari pur di mantenere il potere e i privilegi”. Bonelli non esita ad aggiungere che “invece di spremere chi già deve fare i conti con la precarietà della vita e le fasce più deboli della società a cui sono stati tagliati servizi e garanzie il governo avrebbe dovuto tagliare la spesa militare che ormai è vergognosamente fuori controllo: oltre 43 miliardi di euro per caccia, elicotteri, fregate; ma i fondi per l’acquisto di nuovi armamenti sembrano essere intoccabili. Eppure a questa domanda che ormai poniamo da mesi nessuno dal Parlamento e dal governo ha mai voluto rispondere. Evidentemente per il governo Berlusconi l’acquisto di caccia elicotteri, fregate e sommergibili è più importante – conclude Bonelli – della vita e del futuro degli italiani e dei giovani che sono stati spremuti come limoni per ripianare i guai di un esecutivo che fin dal primo momento ha colpevolmente sottovalutato la crisi”.

Berlusconi è dunque ansioso di conoscere la voce dell’opposizione, forse ancora di più quella rappresentata a Montecitorio. Non si fa attendere dunque Pier Luigi Bersani: “La giustizia di Arcore e di Bellerio è dunque la seguente: non si può rompere il patto con gli evasori fiscali e gli esportatori illeciti di capitali, ma lo si può rompere con chi è stato tanto fesso da servire il paese facendo il militare o da studiare e poi riscattare di tasca propria la laurea. Dopo il patto di Arcore, i conti della manovra del governo tornano ancora di meno e le ingiustizie pesano ancora di più”.  Quale voce vuole ancora ascoltare il Premier?  

Ha ricevuto le opinioni negative della Chiesa (Mons. Bagnasco e Cei), delle parti sociali, dei partiti e dei sindaci. Adesso sarà la volta dei Cittadini con lo sciopero del 6 settembre. L’Italia è allo sfascio e molti si sentono veramente in balia di un vento che tende a spazzar via tutto, compreso il futuro. La preoccupazione è proprio riguardo alla reazione che lo stesso Popolo italiano potrà avere una volta resosi conto della portata di questa sciagurata manovra. Non si tratta più di soli asfittici numeri ma di sopravvivenza, di speranza e di futuro. Se il cuore di Berlusconi gronda sangue, quello dei Cittadini è ormai al battito finale.

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