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Manovra. Sale il malcontento. Di Pietro: “Governo incapace di intendere e volere”

ROMA – Si inasprisce ulteriormente lo scontro politico sulla manovra del governo Berlusconi. Il malcontento arriva perfino dentro la stessa maggioranza da dove si levano voci di contrarietà su questo provvedimento economico che rischia di sfociare in un vero e proprio “scontro istituzionale”, come ha sostenuto Roberto Formigoni, il governatore della Lombardia. Polemiche soprattutto sulla dichiarazione dei redditi on line.

“Tema che va maneggiato  con molta attenzione” afferma in un’intervista a  La Repubblica  il garante della Privacy, Francesco Pizzetti, sottolineando che “serve cautela per proteggere la dignità delle persone”. Insomma “è un materiale terribilmente pericoloso che potrebbe scatenare l’odio sociale, travalicando i limiti obiettivi. Inoltre per il presidente dell’Authority non vanno rese note le esenzioni delle spese sanitarie o a chi va l’8 per mille”.
“Serve attenzione e senso di responsabilità  soprattutto nel passare dal cartaceo all’on-line dal momento che una volta pubblicati i dati sono  difficilmente cancellabili e poi  bisognerà arginare la possibilità di ricerca su Google, limitandone nel tempo l’accesso”. “Poi – osserva il garante – occorre essere chiari sul fine ultimo di queste norme: mi aspetto  che  l’Autorità sia sentita dal legislatore prima di procedere per definire modalità e criteri, anche perchè  viene sottolineato il nuovo ruolo che potrebbe assumere il cittadino, quello di controllore anti-evasione. Così rischiamo – qualora le segnalazioni fossero anonime –  il Consiglio dei Dieci della repubblica di Venezia”

Più incisiva la reazione Nino Lo Presti, deputato di Futuro e libertà e capogruppo in commissione Bilancio, che avverte: “Questi dilettanti che governano l’Italia, impegnati sulla manovra a chi la spara più grossa, dimenticano che al Sud (ma non solo) le dichiarazioni dei redditi online sono lo strumento migliore che possono mettere in mano al racket delle estorsioni e alla criminalità organizzata per incrementare i propri loschi affari, e ampliare così la platea dei taglieggiati”.
Perfino il Cardinale Tarcisio Bertone è intervenuto sulla questione puntando il dito sul trattamento che la manovra ha riservato per il mondo cooperativistico, che impegna il suo tempo per migliorare la vita sociale del paese.
Anche Susanna Camusso che con la Cgil ha promosso lo sciopero generale del 6 settembre  ha rincarato la dose: “Questa manovra è sbagliata, avrà effetti depressivi e un tratto di iniquità che continua a confermarsi e i vari cambiamenti non ne modificano la struttura”. E poi: ”  Preoccupa molto – ha detto il segretario generale  – fino a pensare che è l’ennesima tappa in un processo non risolto per affrontare la crisi”.

Non risparmia critiche il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro, il quale senza peli sulla lingua dai microfoni di Radio Popolare afferma: “Questo governo è imbambolato e incapace di intendere e di volere. L’inasprimento della lotta all’evasione fiscale è già una confessione in sè, è un’ammissione di incapacità. L’idea stessa che vi siano spazi per intervenire dimostra che, in precedenza, non è stato fatto nulla per combattere l’evasion. Ogni volta che si è trattato di affrontare la questione fiscale, infatti, questo esecutivo ha fatto condoni e scudi favorendo così gli evasori”.

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