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Addio alla voce di Salvatore Licitra. L’erede di Pavarotti

ROMA – «Salvatore Licitra si è spento oggi, lunedì 5 settembre. E insieme a tutto il mondo dell’Opera anche la Scala è in lutto per la scomparsa di un artista che con il nostro teatro ha intrecciato più di dieci anni della sua storia personale». Così la Direzione del Piermarini rende omaggio al tenore scomparso oggi all’età di 43 anni.

«Dalla stagione 1998-1999, in cui aveva debuttato con La forza del destino di Verdi, sotto la direzione di Riccardo Muti, Licitra aveva calcato più di sessanta volte il palcoscenico della Scala – lo ricorda il teatro -. Era stato Don Alvaro anche nella tournée a Tokyo del ’99, poi Riccardo in Ballo in maschera, Manrico in Trovatore, Macduff in Macbeth, sempre sotto la direzione di Riccardo Muti, Cavaradossi in Tosca nel 2002-2003, Radames in Aida nelle tournée di Tokyo e Buenos Aires del 2009 e 2010, sotto la bacchetta di Daniel Barenboim, recentemente Turiddu in Cavalleria rusticana, con Daniel Harding sul podio. Tenore drammatico, di forza, Licitra rappresentava la scuola e la tradizione del canto italiano, nel suo naturale rapporto con la parola. Ferisce la sua scomparsa nel pieno della carriera».

Rispettando la volontà del tenore, i familiari hanno concesso l’autorizzazione al prelievo di organi a scopo di trapianto. Licitra il 27 agosto scorso, è rimasto vittima, mentre guidava una moto, di un incidente, subendo un gravissimo trauma cranico e toracico. «Le condizioni cliniche, seguite dall’equipe di rianimatori del dott. Sergio Pintaudi – continua il comunicato – hanno sempre mostrato un carattere evolutivo in senso negativo, sino al determinarsi della cessazione di tutte le funzioni cerebrali». Al primario del reparto di Rianimazione Sergio Pintaudi, la madre di Licitra, Paola, ha detto: «Mio figlio ha avuto il dono del bel canto che lo ha fatto grande in tutto il mondo. Chi lo ha conosciuto sa bene quanto generoso sia stato sempre. Questo atto adesso lo rende testimone straordinario della sua umanità, che mette a disposizione di chi soffre».

Immediati i commenti alla notizia della scomparsa di colui che era indicato come l’erede di Luciano Pavarotti. «La notizia della prematura scomparsa di Salvatore Licitra mi lascia costernato- Ha dichiarato il maestro Riccardo Muti a ricordando il tenore da Vienna dove stasera e domani concluderà la tournee europea con la Chicago Symphony, – Era un artista a cui mi legava una affettuosa amicizia maturata in moltissime collaborazioni in teatro e in disco».

«Salvatore Licitra era un tenore dotato di una voce forte, una figura solare» è il Washington Post che rende omaggio all’artista, e ne ricorda «l’irruzione sulla scena negli Stati Uniti», quando «all’ultimo minuto sostituì Luciano Pavarotti in quella che doveva essere la sua ultima performance della Tosca al Metropolitan, nel 2002».
Con Licitra se ne va una parte del futuro canoro italiano. Una voce spezzata… un sogno infranto

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