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Manovra. Tagli ai disabili. La lettera di un padre. L’appello inascoltato

ROMA – Riportiamo la lettera che abbiamo ricevuto quest’oggi. L’ennesima prova dello scempio di questa manovra che penalizzarà i più deboli.

Gentile Direttore,
Le invio una mia lettera finalizzata a sostenere (e ad invitare) a firmare un appello al governo delle due principali federazioni di associazioni di persone con disabilità. (FISH e FAND, contro i tagli alla assistenza sociale.
Nel momento in cui le scrivo ci sono oltre 13.000 firme in tre giorni. Si alza sempre più forte un – per ora – inascoltato appello: l’assistenza non deve essere oggetto di compressioni di spesa. Eppure la Commissione Bilancio lascia inalterati i tagli (40 miliardi). Una manovra già bocciata dai mercati, rigettata dai Sindaci per i pesanti tagli ai trasferimenti agli enti locali, portatrice di fortissime tensioni nel mondo del lavoro, condannata persino dalla Chiesa per i molti aspetti di forte disequità, lontanissima dalle reali esigenze, istanze ed aspettative del nostro Paese.

La Fish, una delle più importanti federazioni di associazioni di persone con disabilità, in un comunicato precisa che “la Commissione Bilancio ha concluso ieri sera i propri lavori, ignorando gli appelli delle persone con disabilità e nel silenzio pressoché generale “sono confermati i 40 miliardi di tagli previsti dalla “riforma” assistenziale e fiscale”.

Da sottolineare che in meno di 4 giorni oltre 13.000 persone hanno già sottoscritto ed inviato ai capigruppo del Senato e alla Commissione Bilancio un appello finalizzato a sganciare la “riforma” assistenziale da ogni automatico vincolo pregiudiziale di cassa. “La riforma prevista nelle due manovre, infatti, impone un recupero di 4 miliardi nel 2012, 16 nel 2013, 20 nel 2014”.

Le forze politiche si sono sforzate di trovare soluzioni per non imporre una tassa di solidarietà, per non incidere sui grandi redditi e patrimoni, hanno accolto le richieste di più caste e categorie, ma secondo la Fish non hanno finora attuato “nessuna marcia indietro sull’assistenza e quindi sulle mire che colpiranno le persone con disabilità, i bambini, i non autosufficienti, le famiglie”.
Ritengo pertanto opportuno e necessario che le persone con disabilità fin quando la manovra non sarà definitivamente approvata continuino a firmare l’appello di FISH e FAND (http://www.fishonlus.it/fermiamoli/) e ad attuare altre forme di protesta civile contro questa manovra iniqua, che è in contrasto con la Costituzione. Si alimenteranno infatti squilibri, disuguaglianze e conflitti sociali, mettendo a rischio con grande crudeltà in alcuni casi la stessa sopravvivenza delle persone più fragili ed indifese, che verranno abbandonate al loro destino, anziché garantire loro maggiore assistenza.
Questa manovra, inoltre, è depressiva e non favorisce in alcun modo il rilancio dell’economia, che è la condizione necessaria per uscire dalla crisi ed acquisire credibilità sui mercati.
Per questo condivido la decisione della CGIL di scendere in piazza domani per protestare contro questa manovra, che certamente non è l’unica possibile.

Vincenzo Gallo (Padre di un ragazzo con disabilità)

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