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Venezia 68. Giornate degli autori: “Radici” sul cantautore Enzo Gragnianiello. La recensione

LIDO DI VENEZIA (dal nostro inviato) – Presentato nelle giornate degli autori alla mostra di Venezia, “Radici” è il documentario di Carlo Luglio incentrato sul cantautore Enzo Gragnianiello, musicista e cantante folk napoletano appartenente ad una tradizione musicale partenopea di forte impatto popolare, ma forse tra le meno riconosciute, oggi che la situazione musicale napoletana è nota in Italia solamente per la “cultura” del neo-melodico spesso, se non sempre, di bassissimo livello lirico e musicale.

“Radici” non percorre la carriera del musicista, non vi sono filmati ed estratti di partecipazioni televisive o scene di concerti, non vengono menzionate le sue collaborazioni con i grandi della musica italiana come Roberto Murolo e Mia Martini. E’ un film dove Gragnianiello è il perno umano e musicale attorno al quale ruotano immagini oniriche, viaggi simil-danteschi in una Napoli mitologica e dimenticata, dialoghi spontanei e passeggiate introspettive del protagonista con dei musicisti compagni di viaggio.
Settoriale come progetto data l’elitarietà del personaggio su cui il film si incentra. Ammiratori, conterranei o meno, e fans di Gragnianiello potrebbero sicuramente apprezzare (e giudicare) in modo molto più ampio l’opera del regista Carlo Luglio, un “Buenavista Social Club” del mezzogiorno che potrebbe facilmente essere dimenticato o magari essere l’incipit ad una voglia d’approfondire la conoscenza di musicisti come Gragnaniello e i suoi Sud Express.

Titolo originale: Radici
Nazione: Italia
Anno: 2011
Genere: Musicale
Durata: 60′
Regia: Carlo Luglio
Cast: Enzo Gragnaniello
Produzione: Figli del Bronx
Data di uscita: Venezia 2011

 

Trailer

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