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L’ USB mette in atto lo “sciopero dell’indignazione e della resistenza”

ROMA – Quella di USB, Orsa e del sindacalismo alternativo è stata  la piazza dell’indignazione e della rabbia, ma non solo. In questa giornata di lotta i sindacati di base hanno costruito una vera e propria resistenza, di lavoratori, di cassa integrati, di precari e di migranti.

Lo sciopero di oggi -spiegano gli organizzatori- rappresenta il calcio d’inizio di una mobilitazione permanente che vedrà coinvolto tutto il movimento contro la crisi e contro l’Unione Europea, in altre iniziative di lotta.  A partire dal 10 settembre con l’ Assemblea Nazionale promossa dalla rete Roma Bene Comune, dove si preparerà la  costruzione della manifestazione del 15 ottobre prossimo, lanciata dagli indignati di tutta Europa.

20.000 manifestanti a Roma, 10.000 a Milano ed altrettanti a Bologna, 5.000 a Napoli e a Firenze, 2.000 a Torino, 1.000 a Lecce. Sono questi i numeri della protesta che ha accompagnato  lo sciopero generale, indetto per l’intera giornata da USB ed altre sigle del sindacalismo indipendente e che ha causato il blocco dei trasporti e la chiusura di tanti uffici pubblici. 
 A Roma la mobilitazione degli indignati, che ha coinvolto i movimenti sociali per il diritto all’abitare, i precari, i  migranti e i disoccupati, ha visto diversi momenti di forte protesta. Davanti alle sedi territoriali della Banca d’Italia e dell’ABI, sono stati affissi striscioni e lanciate uova al grido di “Basta macelleria sociale. Basta diktat dell’Unione Europea”.

Così a Roma, Milano, Napoli e a Torino si è protestato anche davanti alla sede dell’INPS. A Bologna il corteo ha raggiunto la sede di Confindustria e  l’Ambasciata Greca. A Lamezia Terme sono stati occupati i binari della stazione ferroviaria.

In piazza  Navona oltre all’indignazione per le manovre “anti crisi’ si respira aria di contestazione, anche contro la stessa Cgil, oggi in sciopero. La Confederazione della Camusso -spiega infatti USB in una nota – siglando l’accordo dello scorso 28 giugno,  ha spianato la strada a questo grave attacco ai diritti dei lavoratori. I migranti sono le principali vittime di questa crisi – dichiara Soumahoro Aboubakar del Coordinamento Nazionale USB- che il governo, la BCE, i firmatari dell’accordo del 28 giugno vogliono far pagare ai lavoratori tutti. Oggi molti lavoratori migranti, che hanno perso il lavoro, sono a rischio serio di perdere il permesso di soggiorno – continua Soumahoro- dal momento che è subordinato al contratto di lavoro. Cosi pur di salvaguardare i documenti si è costretti a lavorare nei campi sfruttati e sottopagati come si è verificato a Nardone, Rosarno.

Nella piazza romana, è stata allestita una tendopoli che intende accompagnare l’esame della manovra in Senato, per questo motivo il presidio andrà  avanti tutta la notte. L’obiettivo è quello di continuare la protesta in modo da rimandare al mittente la manovra-massacro imposta dall’Unione Europea.
L’Unione Sindacale di Base ha chiamato tutti i lavoratori in assemblea, domani mattina alle ore 9.30 in concomitanza con il voto di fiducia sulla manovra al Senato.

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