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Quanto vale la dignità di un uomo?

COSENZA – Quanto vale la dignità di un uomo? E chi ne decide il valore? Quando ci si trova davanti ad un uomo di 45 anni pronto a tutto pur di riottenere in cambio la propria vita negata e la propria dignità offesa ed umiliata ecco che si entra nel disagio toccandolo con mano e nella marginalità a cui una vita non può, e non deve, abituarsi.

Marcello Gorani è un uomo fisicamente forte, dall’aspetto perbene che con il suo parlare pacato, corretto e senza inflessione dialettale, a vederlo è una persona normale. Ma non per lo Stato per il quale è uno schizofrenico, una persona da emarginare.

È per questo che ha deciso di dire basta e per l’ennesima volta ha voluto dimostrare il suo disagio salendo sul palo dell’illuminazione del Campo sportivo Lorenzon di Rende, minacciando di buttarsi giù. Solo l’intervento immediato dei vigili del fuoco del distaccamento rendese e le parole rassicuranti del caposquadra Vittorio Imbrogno, lo hanno incoraggiato a scendere, sfogando tutto il suo dolore ai giornalisti accorsi.

«Io non chiedo niente-ha detto Gorani- Voglio la mia identità, voglio che ciò che ho dovuto subire per colpa di altri, non si debba ripetere per tante persone innocenti come me. Sono una persona distrutta e la mia vita deve avere un senso anche per gli altri. Sono solo. Sono considerato una persona da allontanare. Ma io sono una persona normale alla quale è stato fatto del male indescrivibile». Una storia drammatica che nasce da un rapporto clandestino che induce il padre a non riconoscere il figlio ed una madre ad affidarlo ad un istituto per 16 anni. Poi la strada, l’unica vera maestra di Marcello. L’arrivo a Cosenza e la scoperta di una “seconda famiglia” che lo porterà alla necessità di capire tante cose non chiare nella vita della madre. È l’inizio dell’inferno.«Mi hanno accusato di furti, mi hanno fatto arrestare per poi chiedermi scusa in ginocchio e mi hanno sottoposto per anni al trattamento sanitario obbligatorio e quando mi legavano al letto mi facevano di tutto. Quelle punture che avrebbero stordito un’intera mandria erano per la mia colonna vertebrale e poi le violenze, gli inganni e l’isolamento da parte di tutti. Mi hanno reso invalido al 100% ma io rivoglio la mia dignità di uomo e poter abbracciare i miei figli. Dal 15 prossimo sarò anche senza casa. Io chiedo di essere ascoltato». Gorani è attualmente ospite in un residence a spese del comune che è in ritardo sul pagamento del fitto.«L’Amministrazione non lo lascerà solo ma cercherà una soluzione provvisoria così come è stato fatto per le altre famiglie fino ad oggi alloggiate presso il Residence – ha dichiarato il sindaco di Rende ricevendolo in municipio- è chiaro che queste situazioni devono essere regolarizzate perché non sono più sostenibili dall’Amministrazione». Quante sono le persone in Italia soggette al Trattamento Sanitario Obbligatorio? Il T.S.O. è un provvedimento emanato dal sindaco che autonomamente dispone che una persona sia sottoposta a cure psichiatriche contro la sua volontà, normalmente attraverso il ricovero presso i reparti di psichiatria degli ospedali generali (SPDC – Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura).

Ed è sicuramente uno degli abusi istituzionali che ancora oggi vengono occultati dalla censura di stato nonchè una delle forme più gravi di violazione dei Diritti Umani che ricorda da vicino i ricoveri e le terapie coatte applicate dal nazionalsocialismo e dagli altri regimi totalitari nei confronti di chi l’autorità ritenesse “asociale”.

Il T.S.O. è a tutti gli effetti un sequestro di persona legalizzato che impone a chi lo subisce l’assunzione coatta di farmaci gravemente dannosi per il fisico e per la psiche, in non pochi casi somministrati a esseri umani legati al letto di contenzione, e persino l’elettroshock. Al punto che lo studioso di psichiatria e scienze umane, Thomas Szasz, professore emerito di Psichiatria all’Università di New York ed autore di opere fondamentali per la moderna psichiatria, lo definisce un crimine contro l’umanità.
Igiene mentale e igiene razziale sono pratiche che violano ogni normativa internazionale a tutela dei diritti umani ed il gesto di Marcello Gorani deve contribuire a fermare uno dei più gravi crimini contro l’umanità che in Italia ancora perdura e ciò che è ancor più grave, anche a discapito di un sempre crescente numero di bambini.

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