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Al teatro Vascello: “Prego, si alzi il vero terrorista”. Partecipa Giulietto Chiesa

Docufilm su i cinque cubani incarcerati negli Usa per terrorismo, ma che a Cuba vengono chiamati eroi. Proiezione del film e incontro col regista americano Saul Landau, ingresso gratuito. 
Partecipa il giornalista Giulietto Chiesa

ROMA – ‘I Terroristi sono liberi mentre gli antiterroristi sono reclusi’. Si potrebbe quasi sintetizzare con questa frase, del regista americano Saul Landau, il senso del suo ultimo docufilm ‘Prego, si alzi il vero terrorista”.
Il lavoro verrà presentato per la prima volta a Roma, al Teatro Vascello, il prossimo 25 settembre, alla presenza del regista Saul Landau e con la partecipazione del giornalista e scrittore italiano Giulietto Chiesa.    
A promuovere l’incontro è il Circolo di Roma dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia – Cuba (ANAIC), con il patrocinio dell’Ambasciata di Cuba in Italia.

‘Terroristi’ per la giustizia americana, ‘Eroi’ per i cubani: una storia che ricorda, se pur con maggiori implicazioni politiche, quella di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, condannati a morte alla fine degli anni ‘20 dopo un processo pieno di irregolarità e pregiudizi.     

Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González, questi i nomi de ‘I Cinque’: avevano deciso di proteggere il proprio paese, Cuba, da 50 anni bersaglio di terrorismo, andando negli USA per scoprire i piani di alcuni gruppi anticastristi. Gli stessi gruppi responsabili di attentati come quello che nel ’76 colpì un aereo civile causando la morte di 73 persone. O come la lunga serie di esplosioni che colpirono le strutture turistiche nascenti nell’Isola: una di queste bombe, nel ’97, causò la morte del giovane imprenditore italiano Fabio Di Celmo. Gli autori e le menti di questi attentati, pensati per mettere in ginocchio l’economia dell’isola e far così cadere Fidel Castro, hanno dei nomi: Luis Posada Carriles, Orlando Bosch, José Basulto e altri, persone che oggi possono liberamente camminare per le strade di Miami. Tanto liberamente che il regista Saul Landau non ha avuto particolari difficoltà a raggiungerli e intervistarli: ha così lasciato che parlassero e raccontassero la loro versione dei fatti.

 

Il risultato è un documentario molto equilibrato, nello stile di Landau che, pur non nascondendo le sue opinioni, lascia emergere i fatti e i diversi punti di vista. Ed è per questo suo modo di lavorare che alcuni film ha già ricevuto moltissimi riconoscimenti nel corso della sua carriera. Questo ultimo documentario è stato girato a Miami, Washington e L’Avana e contiene foto, documenti e materiali d’archivio di grande valore testimoniale. Nel film è incluso anche un racconto fatto telefonicamente al registra, direttamente dal carcere, da uno de I Cinque, Gerardo Hernández, che racconta la notte terribile in cui fu arrestato e le attuali condizioni di detenzione.     

L’ingresso alla proiezione prevista al Teatro Vascello, Via G. Carini, 78 – Roma, è gratuito; a seguire il dibattito con il regista Saul Landau e il giornalista e scrittore italiano Giulietto Chiesa  e altri ospiti – rappresentati della politica, della società e del mondo del cinema – che stanno dando la loro adesione in questi giorni.

Il film verrà proiettato, a partire dalle ore 18,30  in lingua originale ma con sottotitoli in italiano e sarà introdotto da Catia Funari del Circolo di Roma dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia – Cuba (ANAIC).    
Il regista Saul Landau, ha prodotto più di quaranta film su temi sociali, politici e storici, occupandosi assiduamente di diritti umani e vincendo numerosi premi per questo suo impegno. Tra questi il Premio per i diritti umani Letelier-Moffitt Premio Diritti Umani e il George Polk Award for Investigative Reporting, nel 2008, il governo cileno gli ha consegnato il Premio Bernardo O’Higgins per il suo lavoro sui diritti umani. Landau ha scritto anche quattordici libri tra cui un libro di poesie, “Mio padre non era Amleto”.  E ‘Professore Emerito presso la California State University, Pomona. È membro senior e Vice Presidente del Institute for Policy Studies.

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