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Manovra. Azzeramento dei fondi per le persone con disabilità: un massacro sociale

La manovra economica continua a mietere vittime tra i più deboli e Vincenzo Gallo,padre di un ragazzo con disabilità, scrive a Dazebao parlando di “massacro sociale” fornendoci i dati sull’azzeramento dei fondi per le persone con disabilità e non autosufficienti

ROMA – In base ad informazioni fornite da Carlo Giacobini direttore di www.HandyLex.org ed esperto della Fish (Federazione Italiana Superamento Handicap – www.fish.it)  “la manovra di luglio prevedeva di ricavare dalla riforma assistenziale e fiscale 4+12+20 miliardi di euro nei tre anni successivi al 2012. La manovra bis (quella in via di approvazione) aumenta la soglia a 4+16+20 miliardi e ne anticipa di un anno l’applicazione. La stessa manovra, in sede di decreto legge, prevedeva che l’aumento dell’IVA compensasse l’impatto della riforma assistenziale e fiscale; nella sostanza il Governo poteva aumentare l’IVA per poter diminuire quegli importi. Nel maxi emendamento l’aumento dell’IVA si è già usato per altro; pertanto non avremmo più quel salvagente. La spesa per provvidenze economiche agli invalidi civili (pensioni, assegni, indennità) ammonta a circa 17 miliardi di euro. 12 di questi sono per indennità, i rimanenti 5 per pensioni e assegni. Per completezza le pensioni di reversibilità sono circa 5 milioni per un ammontare complessivo di 38 miliardi di euro. Le prestazioni ai superstiti (reversibilità) sono prestazioni previdenziali e non assistenziali. La riforma assistenziale – in base alla bozza di delega calendarizzata per il 13 p.v. – non interviene solo sulle provvidenze agli invalidi civili (es. accompagnamento) – ma su tutto l’ambito dell’assistenza (partecipazione alla spesa, delega dei servizi alle no profit, ISEE ecc.)”.

E’ evidente pertanto che  la manovra, che secondo alcune stime è stata complessivamente di 63 miliardi di euro, peserà prevalentemente sulla riforma fiscale e assistenziale pari a 40 miliardi in tre anni.

Il Governo ha ritenuto che non era possibile fare pagare di più a chi ha portato capitali all’estero e li ha fatti rientrare in Italia pagando solo il 5%, non era opportuno ridurre le spese militari, era troppo onerosa una patrimoniale anche dell’1 per mille sulle grandi ricchezze, era iniquo il contributo di solidarietà del 5% per i redditi a partire dai 90.000 euro, era impossibile togliere i  privilegi ai membri delle varie caste che esistono in questo paese ed era scorretto mettere le mani nelle tasche degli italiani.

Ha invece ritenuto equa una patrimoniale, per usare un eufemismo, sulle persone più fragili ed indifese, prevedendo di revocare in un triennio pressoché il 100% dei fondi a disabili gravi e a persone non autosufficienti. Ciò facendo seguito già ad una recente  iniqua  restrizione dei criteri dell’INPS per la concessione delle indennità di accompagnamento.
D’altra parte anche per alcuni autorevoli esponenti del centro destra i disabili veri sono pochi, mentre prevalgono i falsi invalidi !

E’ da sottolineare che ciò avrà un impatto devastante non solo sulle persone che attualmente hanno varie disabilità e le loro famiglie, ma anche su tutti coloro i quali che con l’avanzare dell’età potrebbero diventare non autosufficienti, come dimostrano le statistiche, senza poter godere più di nessuna assistenza sociale.

Ritengo che queste decisioni siano gravissime ed incostituzionali, in contrasto anche con la convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Negano il diritto alla vita ed istigheranno probabilmente al suicidio persone già in stato di disagio estremo.

Mi auguro pertanto che le due principali federazioni di associazioni di persone con disabilità, la FISH e la FAND, che hanno già raccolto oltre 20.000 firme contro la manovra,  ma eventualmente anche altre organizzazioni avviino in tutte le sedi le iniziative più opportune per tutelare i diritti delle persone con disabilità e contrastare questo vero e proprio massacro sociale. Spero nel sostegno dei media e in una presa di posizione da parte di tutti coloro i quali ritengono giusto ridurre e non aumentare ancor di più gli squilibri sociali già esistenti.

Vincenzo Gallo padre di un ragazzo con disabilità

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