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Le vittime dei preti pedofili accusano il Papa

L’AJA – Benedetto XVI e tre alti esponenti del Vaticano sono stati denunciati alla Corte penale internazionale dell’Aja (Cpi). L’accusa: copertura di crimini contro l’umanità. La denuncia – che non ha precedenti – è stata depositata da un’associazione di vittime dei preti pedofili (Il Survivors Network of those Abused by Priests – Snap) e da un’organizzazione per i diritti umani (il Center for Constitutional Rights). Il ricorso consiste in un fascicolo di 80 pagine che accusa il Vaticano di “tollerare abusi e molestie su minori in tutto il mondo e di proteggere i responsabili”.

Alla Corte penale internazionale – specializzata in crimini di guerra e contro l’umanità – l’associazione delle vittime chiede di “incriminare il Papa e i cardinali Tarcisio Bertone, Angelo Sodano e William Joseph Levada di crimini contro l’umanità per la copertura dei reati commessi da prelati contro i minori in particolare “per stupro, violenza sessuale e tortura da parte del clero”.

Gli avvocati hanno presentato un dossier di 80 pagine ed hanno spiegato che il ricorso alla Corte internazionale si è reso necessario “poichè le azioni legali condotte a livello nazionale non sono state sufficienti a impedire che gli abusi contro i minori continuassero”. Con il ricorso alla Corte dell’Aja i sopravvissuti ai crimini sessuali ed un importante gruppo per la difesa dei diritti umani richiedono – per la prima volta – una dichiarazione di competenza giurisdizionale da parte di un tribunale internazionale sui funzionari della Chiesa, per reati di stupro, abusi sessuali e torture commessi dal clero.

Il documento riporta testualmente che “un gruppo di sostegno alle vittime di abusi sessuali commessi dal clero, guidato da sopravvissuti, ha oggi sollecitato formalmente il procuratore della Corte Penale Internazionale a indagare sul Vaticano per crimini commessi contro l’umanità.  I leader di SNAP (rete di sopravvissuti agli abusi sessuali commessi da sacerdoti), insieme agli avvocati dell’organizzazione per i diritti umani, hanno presentato una denuncia lunga e dettagliata accusando i funzionari del Vaticano di tollerare e permettere l’occultamento sistematico e generalizzato di stupri e crimini sessuali commessi su minori in tutto il mondo. Membri di SNAP provenienti da Germania, Belgio, Paesi Bassi e U.S.A. sono andati all’Aja per richiedere che la Corte Penale Internazionale agisca procedendo legalmente contro il Papa e altri tre altolocati funzionari vaticani direttamente responsabili, come superiori, di un’infinità di crimini commessi in tutto il mondo. “Crimini commessi contro decine di migliaia di vittime, la maggior parte bambini, sono coperti da funzionari del Vaticano molto altolocati”, ha affermato Pamela Spees, avvocatessa responsabile del Centro per i diritti costituzionali.  “È un’istituzione che opera impunemente senza dar conto del proprio operato. Responsabilità di comando e occultamento diretto delle torture fisiche e psicologiche perpetrate su vittime sparse in tutto il mondo sono imputati ai funzionari del Vaticano accusati. Dovrebbero essere portati in tribunale come qualsiasi altro funzionario colpevole di crimini contro l’umanità”. Barbara Blaine, Presidente di Snap, sostiene: “SNAP vuole impedire che anche solo un bambino venga stuprato o molestato da un prete. Speriamo che oggi le vittime, che si trovano in tutto il mondo, sappiano di non essere sole e di poter parlare senza pericolo denunciando i maltrattamenti. Noi vittime ci stiamo mobilitando in tutto il globo e tutti i sopravvissuti sono invitati a unirsi a noi”.

Megan Peterson, 21 anni e membro di SNAP, che la settimana scorsa ha rivelato per la prima volta pubblicamente i maltrattamenti subiti, dichiara: “È importante che la Corte si renda conto che tutto questo sta ancora succedendo e che bisogna prendere il caso seriamente agendo in maniera corretta. Non voglio che altri ragazzi subiscano quello ho subito io”.

“In quasi tutti i paesi del mondo- continua il documento- il clero ha commesso e occultato crimini sessuali. Solo negli Stati Uniti, le autorità ecclesiastiche ammettono che negli ultimi decenni quasi 6000 preti sono stati pubblicamente accusati di molestie a minori. SNAP stima che siano 100.000 le vittime di abusi sessuali commessi dalla Chiesa cattolica negli Stati Uniti e che in altre nazioni, dove le leggi sulla protezione dei minori non sono efficaci come negli U.S.A., il numero delle vittime sia altrettanto sconcertante. I preti che hanno perpetrato abusi sessuali o violenze ancora in carica, perfino dopo essere stati accusati di un crimine, arrivano a 20.000; spesso questi preti sono semplicemente trasferiti in zone dove il potere e l’influenza della Chiesa sono enormi o in aree isolate dove non esistono meccanismi di sostegno, prevenzione e assunzione di responsabilità. Secondo la giurisdizione della Corte penale internazionale stupri, molestie sessuali e torture sono crimini contro l’umanità. La Corte stabilisce inoltre la responsabilità criminale individuale di chi riveste posizioni superiori o di comando rispetto a chi commette i crimini. In base a questi meccanismi la denuncia sollecita indagini e un’azione penale nei confronti dei funzionari del Vaticano per il ruolo rivestito nei crimini di stupro, molestie sessuali e tortura di migliaia di individui in tutto il mondo. Potrebbe essere la prima volta che una corte internazionale rivendica sul Vaticano la giurisdizione per crimini commessi dai suoi agenti in tutto il mondo”.

SNAP e il Centro per i diritti costituzionali stanno per dare inizio a un tour di 12 città europee chiedendo alle diocesi locali di consegnare documenti rilevanti e incoraggiare altre vittime di abusi sessuali commessi dal clero a farsi avanti e fornire altre prove da aggiungere alla denuncia. Oltre all’Aia, il tour passerà per Amsterdam il 13 settembre, Bruxelles e Berlino il 14, Parigi il 15, Vienna e Londra il 16, Dublino e Varsavia il 18 e Madrid il 19. Il 20 di questo mese, il viaggio si concluderà a Roma, dove il caso arriverà alle porte del Vaticano.
SNAP è il gruppo di sostegno alle vittime di abusi commessi dal clero più vecchio e più grande. Esiste da 23 anni e conta più di 10.000 membri. Nonostante nel nome compaia la parola “sacerdoti”, tra i suoi membri ci sono persone molestate da figure religiose di tutte le confessioni: suore, rabbini, vescovi e ministri protestanti. Il Centro per i diritti costituzionali si adopera per il progresso e la protezione dei diritti garantiti dalla costituzione degli U.S.A. e dalla Dichiarazione dei diritti universali dell’uomo. Il centro, fondato nel 1966 da avvocati che rappresentavano i movimenti per i diritti civili nel sud, è un’organizzazione legale ed educativa non a scopo di lucro impegnata nell’uso creativo della legge come forza positiva per il cambiamento sociale

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