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Manovra, la Camera approva la fiducia. Marcegaglia: “E’ tutta tasse”

ROMA –  La Camera ha oggi detto sì alla fiducia posta dal governo sulla manovra finanziaria, con 316 voti favorevoli e 302 contrari (11 gli assenti).
Alle 18.30 sono iniziate le dichiarazioni di voto sul provvedimento e a seguire il voto finale. “Per un urgente adempimento”, come informa una nota della Presidenza del Consiglio, dopo la votazione si riunirà il Consiglio dei ministri.

Il decreto legge sul quale il governo ha posto la fiducia è lo stesso licenziato dall’Aula del Senato: le misure che prevede portano a 53,3 i miliardi di euro da raggiungere nel 2013, anno in cui è obbligatorio portare in pareggio il bilancio dello Stato.

Durante la votazione per la fiducia, nella sede della Banca d’Italia il ministro dell’economia tedesco, Philip Roesler, ha incontrato il governatore Mario Draghi e il direttore generale Fabrizio Saccomanni. Per parlare principalmente della manovra economica varata dall’esecutivo italiano.

Manovra che continua a ricevere pesanti critiche. “Non è come l’avremmo voluta noi, non risolve i problemi dell’Italia: se non torniamo a crescere sarà insufficiente, e la manovra non ha nulla per la crescita”, ha dichiarato la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.

“La manovra – ha aggiunto – non ha nulla di strutturale se non poche cose. È tutta tasse. È chiaro che è depressiva. Servono riforme profonde, o il Paese rischia molto”.

La leader degli industriali ha descritto come un “balletto imbarazzante” il continuo aggiungere e togliere nuovi provvedimenti, proponendo “varie manovre e varie iniziative che avevano lo spazio di un giorno”.

”È una cosa che ha fatto un grave danno alla credibilità dell’Italia – ha spiegato la Marcegaglia – perché un Paese sotto attacco dovrebbe mostrare un fronte compatto, non i conflitti interni. Non è accettabile che un Paese come l’Italia sia meno credibile della Spagna, ma dai mercati veniamo percepiti cosi. Non c’è più tempo, bisogna fare subito riforme profonde. Vediamo, o le fanno o non le fanno, il tempo è molto breve. Credo che se riuscissimo a fare quelle che agli occhi di tutti sono oggi chiaramente le cose da fare abbiamo la potenzialità di uscire da questa situazione, recuperare credibilità, produzione e produttività”. Dopo aver criticato il governo senza troppi giri di parole, a una domanda sul futuro di questo esecutivo la Marcegaglia ha risposto: “Non sta a me decidere se questo governo deve restare o no. Siamo una democrazia parlamentare, deve decidere il parlamento o il presidente della repubblica”.

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