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Un dream team contro la crisi. Ma i dubbi restano

ROMA – Ormai siamo arrivati agli effetti speciali per tentare di salvare la situazione. Una vera e propria ‘santa alleanza’ di banche centrali è infatti scesa in campo con un piano semplice, inondare, affogare, seppellire di soldi freschi le banche europee pur di salvarle dal fallimento, anzi per salvarle anche dal solo rischio di fallimento.

La Banca centrale europea, l’omologa statunitense Federal Reserve, la inglese Bank of England, l’istituco centrale di Tokio, Banca del Giappone, e la Banca nazionale svizzera, hanno costituito una sorta di dream team di salvataggio e condurranno insieme tre operazioni straordinarie per fornire liquidita’ in dollari americani a breve termine, scadenza tre mesi, alle banche europee.

L’ammontare della offerta dovrebbe essere rassicurante ma forse tradisce un certo nervosismo da parte dei banchieri centrali, è infatti  ‘illimitato’. Diteci quanto vi serve e noi ve lo diamo, ve lo spediamo, ve lo stampiamo.

Una operazione del genere dovrebbe contribuire a riportare un po’ di sereno nel nostro cortiletto domestico, soprattutto per quanto riguarda le tensioni sui titoli del nostro debito che hanno accusato una vera e propria emorragia negli ultimi mesi. Il Fly to quality che ha portato molti investitori istituzionali a dismettere i titoli italici si è infatti tradotto in disinvestimenti di portafoglio degli investitori esteri che hanno superato i 15 miliardi a luglio sui titoli a medio e lungo termine e vendite per 5,7 miliardi sul breve termine, segnando una grossa svolta rispetto  ai due mesi precedenti in cui si erano, al contrario, registrati forti afflussi di acquisti dall’estero.

Con l’intervento decisamente massiccio deciso dalle banche centrali dovrebbe superarsi il timore di carenze di liquidità e si spera che torni il sereno. In particolare Francoforte che si è messa alla guida del pool conta di poter sopperire alla mancanza di dollari americani dopo che le banche americane avevano tagliato le linee di credito alle concorrenti europee temendo un eccessiva esposizione nei confronti di Atene.

Questo mega intervento non sarà certo l’ultimo di una guerra che si annuncia ancora lunga, girano infatti voci che la Bce si prepari a tagliare i tassi d’interesse gia’ il mese prossimo riportandoli all’1% entro fine anno, mentre la Fed, che già mantiene il costo del denaro a zero da anni, sarebbe pronta a far fare gli straordinari alle rotative della zecca stampando secchiate di dollari freschi con una nuova iniezione di liquidita’ a novembre.
Resta da notare come talvolta basti una battuta fuori luogo per mettere in dubbio tutto il costrutto, oggi a farla è stato il il ministro delle Finanze dell’Austria, Maria Fekter, che ipotizza che “se l’attuale meccanismo di aiuti alla Grecia dovesse rivelarsi “troppo costoso” bisognerà cercare “alternative” aggiungendo tanto per non essere fraintesa, di non escludere che tra le soluzioni possibili vi sia anche una insolvenza sui pagamenti (default) del paese.
Sui mercati intanto lo spread tra BTp e Bund oscilla poco sotto i 370 punti base mentre sull’Italia pende l’atteso giudizio di Moody’s che in questi giorni dovrebbe comunicare la sua decisione su un eventuale e possibile declassamento del merito di credito italiano rispetto all’attuale Aa2, il tutto a conclusione della procedura di osservazione avviata lo scorso 17 giugno.

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