Terzina roulette

  1. Il casino online con deposito minimo 15 euro è una truffa vestita da comodità: Leggi entrambe le recensioni per uno sguardo approfondito al tuo allibratore scelto.
  2. Il vero caos di dove giocare a blackjack in Italia senza farsi ingannare - Se youve già aperto un Ocean Rewards appartenenza a Ocean Casinò Resort di Atlantic City, è possibile accumulare tier e comp punti con ogni dollaro si scommette on-line.
  3. Il casino online con jackpot progressivi: l’illusione della ricchezza a portata di click: Nei tornei con tale regola, qualsiasi giocatore del big blind con fiches insufficienti per coprire lo small blind sarà eliminato con le fiches rimanenti rimosse dal gioco.

Giochi di carte texas hold'em

Il fascino tossico delle slot online con jackpot progressivo
Solo un paio di giochi non è proprio la definizione di adeguata in questo contesto.
Roulette per principianti: la cruda verità dietro le scelte più scontate
Il requisito di scommessa è un rispettabile 40x, e i termini e le condizioni sono tutti ben disposti.
I free spin sono uno degli omaggi preferiti dagli appassionati di slots.

Come giocare I numeri al lotto

App slot soldi veri Android: il trucco sporco dei casinò mobili
Vincere e perdere è una parte del gioco d'azzardo.
Casino online sicuri e affidabili: la cruda verità dietro le luci al neon
Ha molti anni di attività sotto la sua cintura e ha dato ai giocatori alcuni dei migliori giochi da casinò dal fornitore di software leader.
Casino online paysafecard live casino: la cruda realtà dei giochi senza illusioni

Vasco Rossi: ipse dixit

ROMA – Vasco Rossi, domenica 18 ottobre, nel primo pomeriggio, ha  postato un altro dei suoi punti di vista– o deliri a secondo di chi giudica – su Face book. E cosa ci sforna questa volta questo genio della canzone italiana che, per una serie di vaghe lauree ad honoris causa consegnategli da un nutrito gruppo di fedeli, è assurto al ruolo di sociologo, psicanalista, filosofo ed infine teologo?

Ora Vasco ci sforna la sua metafisica del ‘caso’, trasformato religiosamente in destino, e ci avverte che è inutile sfuggire alla morte e sperare che, rifiutando di guidare in stato di ebbrezza, ci si possa salvare la vita e naturalmente salvaguardare anche quella di coloro che stanno con noi in macchina, perché tanto il nostro destino è già scritto.

Dopo aver fatto un piccolo prologo, nel quale avverte i fedeli al ‘verbo vaschiano’ che non si debbono equivocare le sue ‘idee’, si lancia in una apologia della sbornia al volante sottile quanto pericolosa: “E’ difficile, per me, non farmi equivocare. Non voglio qui sostenere che mettersi alla guida un po’ alticci sia una buona idea, ma solo cercare di riflettere meglio sulla questione. Noi cerchiamo sempre una causa; abbiamo sempre bisogno di trovare una ragione: è una caratteristica prettamente umana! Ma, purtroppo, la verità è che spesso gli incidenti e le disgrazie non hanno nessun motivo razionale, sono parte costitutiva della vita, inclusi nel pacchetto dell’esistenza: accadono e basta!”.

Ergo: è inutile perdere l’occasione di guidare ubriachi, o continuare mettere quelle fastidiose cinture di sicurezza, o avere il casco, che impedisce di sentire il vento dell’est sul volto e fra i capelli, tanto se un incidente deve accadere accade, se devi morire muori, le precauzioni sono assolutamente inutili. Questo è il suo credo, a meno che non si è equivocato il ‘verbo vaschiano’.
Alla fine, mosso da un infinità evangelica pietà, Vasco ha continuato scrivendo: “Non voglio assolutamente offendere la sensibilità e i sentimenti di tutti coloro che hanno avuto un parente coinvolto in un incidente stradale mortale: sono traumi e sofferenze di fronte alle quali non esistono giustificazioni o spiegazioni che valgano o che significhino qualcosa!”.

In poche ore poche il nuovo post del rocker ha ricevuto oltre novecento commenti, mentre più di 3.000 persone hanno cliccato ‘mi piace’.

Qualche giorno fa su Dazebao news, nella nostra rubrica ‘Cronache dal sottosuolo’, in un articolo di Giulia De Baudi, si è trattato di creatività artistica e droga. L’autrice del pezzo ha spiegato come l’alienazione religiosa, spesso, spogli l’artista della propria identità umana portandolo sulla strada della droga. Si è parlato anche di Vasco Rossi e del suo amore per le pillole della felicità e della creatività, quindi della sua adesione ad un modello di umanoide, dove la chimica del corpo è l’unica artefice del pensiero e guardiana del male oscuro.
Oggi Vasco, fra le righe parla, non citandolo,  di destino. Questo è un pensiero religioso, che attinge all’alienazione religiosa: credere nel destino significa credere che la propria vita sia già stata scritta, in mente dei, ed è quindi inutile opporsi, perché opporsi significa ribellarsi a colui che tutte vede e ha deciso nella notte dei tempi.
Vasco rossi, da quanto si evince dagli articoli di questi ultimi due mesi e dai suoi post, vive una scissione mentale tra un corpo che, secondo lui spinge chimicamente la mente ai pensieri, e un pensiero religioso che dice che la nostra esistenza non è creata da noi stessi, giorno per giorno, ma è succube del destino.

È chiaro che Vasco Rossi esprime un pensiero egemone nella nostra cultura, impastata ormai più in leggende metropolitane che in un vero pensiero scientifico, lo confermerebbe  il fatto che i suoi post ricevono migliaia di adesioni. Ma il dovere di chi, scrivendo fa opinione e cultura,  è quello di non farne un modello culturale, come si continua a fare anche per altri artisti che sono, o lo sono stati, palesemente dei gravi malati di mente.

Condividi sui social

Articoli correlati