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Gli sbarchi dei migranti continua. Il Mediterraneo, il loro cimitero

ROMA – Sbarchi, sbarchi e ancora sbrachi. Non si placa l’arrivo dei disperati dalla costa del nord africa  attraverso quel viaggio di speranza che spesso si trasfroma in tragedia.

Dall’inizio dell’anno sono circa 40 mila i migranti che sono sbarcati sulle coste italiane, ma per molti di loro il sogno di un mondo migliore si è infranto nel mezzo del  Mediterraneo, quando i loro corpi ormai privi di vita vengono risucchiati dalle profonde acque. Un cimitero di corpi senza vita,   un ossario custodito nel fondale buio di queste acque. Le loro storie, le loro aspirazioni e il viaggio che li ha portati fino a qui cadono improvvisamente nell’oblio delle coscienze, quasi la loro scomparsa fosse un evento legato al corso naturale degli eventi. Secondo i dati riportati da Fortress Europe, che si basa sulle notizie censite dalla stampa internazionale,   dal 1998 nel Mediterraneo giacciono oltre 6 mila persone, mentre lungo le frontiere ne sono morte quasi 18mila.  Un numero drammaticamente pesante. Ma c’è dell’altro. Perchè a questi sfortunati bisogna aggiungere anche i molti naufraghi che tentano la traversata e di cui nessuno sa niente. Spesso partono, ma non arrivano mai, dopo aver speso tutti i loro averi, dopo aver dovuto subire spesso angherie e violenze da parte dei gruppi criminali che organizzano questa vergognosa tratta. Sono i “non morti”, il cui numero è impossibile quantificare, poichè spesso partono in clandestinità dalle zone più remote e difficili dell’Africa, che va  dal Marocco allo Sri Lanka, e nessuno denuncia la loro scomparsa.

Sempre secondo Fortress Europe nel mar Mediterraneo e nell’Oceano Atalantico sono annegate 12.943 persone, e di queste  8.145 non sono mai state recuperate. Nel Canale di Sicilia tra la Libia, l’Egitto, la Tunisia, Malta e l’Italia le vittime sono 5.962, tra cui 4.547 dispersi. Altre 189 persone sono morte navigando dall’Algeria verso la Sardegna. Lungo le rotte che vanno dal Marocco, dall’Algeria, dal Sahara occidentale, dalla Mauritania e dal Senegal alla Spagna, puntando verso le isole Canarie o attraversando lo stretto di Gibilterra, sono morte almeno 4.624 persone di cui 2.397 risultano disperse. Nell’Egeo invece, tra la Turchia e la Grecia, ma anche dall’Egitto alla Grecia e più recentemente dalla Grecia all’Italia, hanno perso la vita 1.392 migranti, tra i quali si contano 828 dispersi. Infine, nel Mare Adriatico, tra l’Albania, il Montenegro, la Grecia e l’Italia, sono morte almeno 640 persone, delle quali 256 sono disperse. Inoltre, almeno 629 migranti sono annegati sulle rotte per l’isola francese di Mayotte, nell’oceano Indiano. Il mare non si attraversa soltanto su imbarcazioni di fortuna, ma anche su traghetti e mercantili, dove spesso viaggiano molti migranti, nascosti nella stiva o in qualche container, ad esempio tra la Grecia e l’Italia. Ma anche qui le condizioni di sicurezza restano bassissime: 154 le morti accertate per soffocamento o annegamento.

Insomma inutile commentare. Questa è una strage annunciata.

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