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La violenza umana non è biologicamente determinata

ROMA – A fare il punto sulla posizione stabilita con la ‘Dichiarazione di Siviglia’ sarà, a 25 anni di distanza, il Convegno internazionale organizzato dall’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Istc-Cnr) che si terrà a Roma, dal 22 al 25 settembre, presso le sedi dell’Istc e del Cnr.

Che la violenza non sia biologicamente determinata è stato statuito da studiosi di diverse discipline e di vari paesi con la ‘Dichiarazione di Siviglia sulla violenza’, venticinque anni fa. A un quarto di secolo, a fare il punto su tale dichiarazione, sarà il Convegno internazionale “The Seville Statement on Violence: twenty-five years later”, che si terrà a Roma presso l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Istc-Cnr) e presso la sede centrale del Cnr, dal 22 al 25 settembre 2011.  Il convegno, che si inserisce nei periodici workshop internazionali del Cica (Coloquios Internacionales sobre Cerebro y Agresión), sarà l’occasione – per psicologi, psichiatri, etologi, neurobiologi fisici, linguisti, antropologi e sociologi – di confrontare il documento scientifico stilato per l’Onu nel 1986, sotto il patrocinio dell’Unesco e in occasione dell’Anno Internazionale della Pace, con i più recenti studi sul fenomeno della violenza, elaborando nuove idee e linee di ricerca innovative e interdisciplinari.

 

“‘Nella ‘Dichiarazione di Siviglia’”, spiega Camilla Pagani, ricercatrice dell’Istc-Cnr e organizzatrice del Convegno, “si sostiene scientificamente che l’aggressività, la violenza, la guerra non sono necessità biologiche e quindi non sono inevitabili, come è ancora opinione diffusa. Il documento mette in evidenza l’importanza dei fattori socioculturali quali cause fondamentali della violenza e individua nell’educazione l’elemento principale che rende la personalità umana in grado di controllare la propria aggressività”. L’Unesco ha provveduto alla diffusione del documento attraverso una rete internazionale, il cui rappresentante per l’Italia è Francesco Robustelli, ricercatore dell’Istc-Cnr che da anni ha avviato un ‘progetto di educazione contro la violenza’, con corsi di aggiornamento per insegnanti e seminari nelle scuole, nelle carceri e in alcune sedi della polizia. “La ‘Dichiarazione di Siviglia’ rimane un punto di partenza e di riferimento per l’analisi dell’aggressività umana e per l’elaborazione di interventi educativi che concretizzino la speranza di pace”, conclude Pagani ricordando le parole finali del documento: “Così come le guerre cominciano nella mente degli esseri umani, anche la pace comincia nelle nostre menti. La stessa specie che ha inventato la guerra può ‘inventare’ la pace. In questo compito ciascuno di noi ha la sua parte di responsabilità”.  Il convegno si aprirà il 22 settembre alle 17.00, interventi e tavole rotonde si terranno nelle giornate del 23 e 24 settembre dalle 9.30 alle 19.00 (vedi programma allegato).

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